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Ciò che si fa su Tik Tok, rimane su Tik Tok…e nelle “collab house”. Cos’è questo strano termine? Collab House, letteralmente collaboration houses, è una spaziosa casa (spesso una villa) dove i vari content creator vivono e lavorano h24, una specie di Grande Fratello nel mondo digitale. Il fenomeno è nato negli Stati Uniti e ci sono tutte le basi affinché si sviluppi presto anche in Europa. I “coinquilini” soni per lo più adolescenti, o poco più grandi, vantano milioni di followers su Tik Tok e ogni giorno fanno un brain storming per decidere che contenuto postare, come editare i video, chi fa questo o quel balletto, chi sarà l’addetto alle riprese e chi invece sarà dietro la videocamera del cellulare. Ci si aiuta a vicenda nella progettazione e nella creazione di contenuti creativi.

Le case in America prese in affitto dai Tik Tokers rispondono tassativamente ai seguenti requisiti:

  • Spaziose
  • Ristrutturate e da un design moderno (perché è così che deve risultare il set dove registrare video)
  • Mantenute sempre in uno stato di ordine e pulizia

Con i social media (in modo particolare Instagram e Tik Tok) di privacy ne rimane ben poca; anzi, più un content creator mostra la sua vita privata, più successo riscontra.

Il vivere in gruppo alimenta la violazione della privacy (lascio ai lettori la sentenza se questa sia una cosa positiva o negativa) perché ogni creator compare su più account Tik Tok, accattivandosi così molta visibilità ed un notevole scambio di followers.

Vedremo se in Europa, e in modo particolare in Italia, le collaboration houses riscontreranno lo stesso successo che stanno avendo negli States.

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