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E’ il quarto giorno di isolamento sull’intero territorio italiano e già da due giorni è boom di aperiwhat’s up.

Se l’emergenza Covid 19 (più comunemente conosciuta come Corona virus) costringe gli italiani alla clausura, nulla può porre freni alla creatività e alla giovialità tipica del popolo italiano ed ecco che insieme alle video conference lavorative prendono forma le video chiamate simultanee tra amici per bere “insieme” birra o analcolici mentre si chiacchiera e ci si conforta a vicenda in questo periodo così angosciante.

«La videochiamata con le mie amiche è uno dei momenti migliori della giornata» afferma Valentina che in direct mi ha lasciato la sua testimonianza.

«Ho riscoperto, stando in casa, l’importanza della tecnologia. Il caffè con le amiche era un must per me fino alla scorsa settimana . Da tre giorni a questa parte quel momento è stato sostituito dalla video chiamata what’s up. Certo, non è la stessa cosa del contatto fisico, nulla può sostituire un abbraccio, ma si può comunque continuare a sorridere e a scherzare anche attraverso lo schermo del telefono».

Bellissima iniziativa è firmata Come Home, la start up leader nel settore organizzazione eventi home made che gestisce feste, cene, aperitivi e brunch nelle case delle persone e che in questi giorni si è reinventata facendo ancora una volta leva sul digitale.

Il motto Come Home è diventato Stay Home…but not alone: gli eventi nel mondo off line si sono spostati on line. Ogni giorno c’è una seduta di fitness, un aperitivo, un gioco di gruppo, una seduta di reiki o di yoga, una lezione di cucina che aspetta i numerosi “come homers” che si accreditano e che con un semplice link potranno accedere agli eventi virtuali.

Ad aggiornarsi con il nuovo decreto ministeriale è – come potrebbe mai rimanerne fuori?! – il mondo di Instagram: i maggiori influencers ed anche i mini influencers o gli instagrammer (ossia chi di followers ne ha meno di 20.000 ) danno un appuntamento quotidiano ai loro followers per le dirette instagram allo scopo di intrattenere gli utenti e “alleggerire” l’atmosfera pesante causata dal dilagare del corona virus.

I più esperti di Internet sapranno che fino ad un po’ di tempo fa esisteva in rete una app per “spiare” conversazioni e messaggi altrui: What s Up Sniffer. Premetto che appropriarsi di conversazioni altrui è un reato punibile dalla legge in quanto viola la privacy ma, soprattutto in una coppia, la curiosità supera la paura in quanto fa tanta gola ficcare il naso nell’oggetto fisicamente più vicino al nostro partner, quella piccola scatoletta nera la cui memoria custodisce vita, morte e miracoli del nostro compagno/a.  Il film “Perfetti Sconosciuti”, diretto da Paolo Genovese ed uscito nelle sale nell’ormai lontano 2016,  è un esempio eclatante di come un piccolissimo oggetto come il cellulare possa far emergere segreti e bugie e mettere a rischio gli equilibri di anni tra le coppie.

Come funzionava What s Up Sniffer

L’applicazione, nata per controllare e spiare le conversazioni what s up su un altro dispositivo che si trova sotto copertura della stessa rete wi fi, era scaricabile sia su Android che su IPhone, e ruba messaggi di testo, foto, file audio e  video senza che il dispositivo della persona spiata subisca conseguenze. Qualche anno fa questa app registrò un boom di download, ma il gioco è bello quando dura poco e (purtroppo per i partner gelosi…) nel 2016 What s Up ha introdotto la crittografia end to end che fa sì che le conversazioni sino leggibili solo sui dispositivi dei due utenti coinvolti, perché vengono crittografate con un sistema a doppia chiave: una pubblica, comune ad entrambi gli utenti, ed una privata per ciascuno di essi.

Nonostante questo, esistono tutt’oggi varie tipologie di programmi di sniffing

che non agiscono sulle applicazioni ma direttamente sul telefono, ad esempio ci sono spyware keylogger  in grado di registrare tutti gli input inseriti tramite la tastiera virtuale del telefono. Inoltre, tutti i messaggi non crittografati come email, commenti o risposte nei forum, possono essere intercettati da app di scansione installate su altri dispositivi connessi alla stessa rete.

Più sicuro, a livello di protezione dei dati, è sicuramente Telegram che propone, oltre alle “chat segrete” anche le “chat a tempo”:

conversazioni che dopo 24 ore si autodistruggono. «E’ un servizio di messaggistica basato sul cloud » (n.d.r trascrivo cio’ che ho trovato scritto nelle FAQ di Telegram) « un’infrastruttura distribuita con i dati ripartiti su più Data Center attorno al globo, controllati da differenti entità legali a loro volta distribuite sotto diverse giurisdizioni. Le relative chiavi di decriptazione sono divise in parti e non sono mai tenute insieme ai dati che proteggono».

Perciò in Telegram i Data Center sono e restano frazionati in ogni parte del mondo e vanno dispersi, senza che nessuno possa leggere i nostri messaggi.

Il rovescio della medaglia è che Telegram ben si presta ad aggregazioni di chat per terroristi, pedofili e male intenzionati di qualsiasi genere.