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Con oltre un miliardo di utenti, Instagram è la piattaforma preferita da tutti i brand che attraverso i social network vogliono farsi conoscere. Oltre 600 milioni di persone scopre nuovi prodotti proprio su Instagram-. Da circa un anno si può anche acquistare su questa piattaforma, con la possibilità da parte dei brand di taggare i prodotti nei post e nelle stories, rendendo così più facile la user experience dell’utente.

La sezione dedicata si chiama Instagram Shopping

ed è diventato un ulteriore motivo di guadagno anche per gli influencer.

Come fare per vendere su Instagram?

  1. Ottenere approvazione da parte di Instagram del profilo business.
  2. Aggiungere una sezione al seguente link : “Acquista in Facebook”
  3. Una volta ottenuta l’approvazione dell’account per lo shopping da parte di Instagram, puoi iniziare ad aggiungere prodotti ai post.

Le ig stories acquistabili

Oltre ai post, esistono anche le storie acquistabili su Instagram. All’interno di ogni storia si può inserire uno sticker prodotto: facendo click su esso, l’utente verrà indirizzato ad una landing page dove potrà vedere altre immagini di prodotti tratte dal catalogo e le caratteristiche dettagliate di ciascun prodotto.

Le instagram stories sono una vera e propria strategia di web marketing. Bisogna però utilizzarle in modo intelligente e costante per attirare l’attenzione delle persone ed acquisire engagement e visibilità dall’algoritmo.

Prima di tutto bisogna creare una storyboard che sia in linea con il brand che il tuo profilo instagram vuole proporre: non video, boomerang, frasi inserite a caso o per un piacere personale, bensì video che abbiano una continuità ed un senso con il messaggio che vuoi trasmettere ai followers. Se sei un ristoratore, posterai video inerenti il locale, il menù, i clienti del ristorante; se sei un’estetista posterai video relativi i trattamenti estetici, il prima e il dopo, i commenti in diretta delle tue clienti.

  • Bene ogni tanto dedicare le ig stories anche alla sfera personale, a frame di canzoni preferite o agli aforismi più in voga, ma il timing della sfera personale deve essere sempre minore di quella lavorativa su cui è stato impostato l’account instagram.
  • Anche nelle stories, così come per i post, è fondamentale l’uso degli hashtag. Questi ultimi ci porteranno ad un maggior numero di visualizzazioni, da parte di utenti che avvieranno la ricerca delle storie per hahstag. Inseritene tanti, nascondendoli magari anche sotto le gif.
  • Rendete le stories accattivanti, attraverso gif, stickers, musica, filtri e attraverso i preset (ne cito due tra tanti: StoryArt e Unfold).
  • Create sempre ed in maniera costante un rapporto di fidelizzazione con i vostri followers, rispondendo sempre ai messaggi in direct e creando sondaggi e questionari nelle varie ig stories.

Instagram rappresenta ogni giorno una forma di guadagno per i digital marketers, i content creators, gli imprenditori e, trasversalmente, anche per i chirurghi estetici. In che modo? Grazie “all’effetto selfie”. Il secondo social network al mondo, dopo Facebook, ha lanciato da anni come ben sappiamo la moda dei selfie: in spiaggia, in bagno (ahimè sono maggiori di quanto pensiate i selfie nel bagno di casa!), in piazza con gli amici; per i professionisti di Instagram invece, cioè per chi con esso ci lavora, il contesto dei selfie cambia: più curato nei dettagli, nella scelta dei filtri e nelle pose, anche se la sostanza rimane sempre quella del sembrare super cool nell’ottica di ottenere una foto “acchiappa like” e “acchiappa follow”.

Nella ricerca dello scatto perfetto,

si annida però l’effetto selfie, ossia una distorsione dei lineamenti che si verifica per un gioco ottico di vicinanza dell’obiettivo fotocamera al proprio volto. Mi spiego meglio: se con il cellulare ci scattiamo una foto in primo piano, a pochi centimetri dal nostro volto, noteremo nella foto inestetismi che ad occhio nudo sfuggono: piccole rughe, naso o mento leggermente storto, naso un pò più grande rispetto alla realtà, linee di espressione sulla fronte e via discorrendo. Questo effetto, chiamato appunto effetto selfie è causato dall’inquadratura troppo vicina dell’obiettivo della fotocamera al nostro volto.

instagram-alla-ricerca-dello-scatto-perfetto

Cosa comporta questo?

Ne consegue che chi attribuisce importanza a questi “inestetismi fotografici” si rivolge al chirurgo estetico per porvi rimedio. In cima alla lista, secondo la Società italiana di medicina estetica, ci sono i Millennials, la generazione nata tra gli anni 80 ed il 2000, che tendono ad avere un rapporto conflittuale con la propria immagine.

«Il rapporto con i social ha alterato notevolmente la percezione di sé » afferma il presidente della Sime, Emanuele Bartoletti – «Questo ‘esercito del selfie’ vede degli inestetismi che non esistevano nemmeno fino a qualche tempo fa. Lo sguardo che i Millennial gettano su loro stessi e’ profondamente influenzato dalla fotocamera del cellulare, che restituisce loro un’immagine che non corrisponde alla realtà. Come medici estetici ci troviamo a dover spiegare che il difetto che ci viene mostrato in una foto e’ stato creato dalla prospettiva dell’inquadratura o dalla distorsione dovuta alla distanza focale dell’obiettivo, e che in realtà non esiste affatto. Non sono solo i tratti del volto ad essere alterati dalle fotocamere degli smartphone, tutto il corpo viene modificato da questo tipo di obiettivo».

« Non è raro» continua l’esperto «che chi sui social sa sfruttare la propria “selfie face”e in generale la propria immagine riesca a farne una vera e propria carriera quindi sono in aumento le richieste di interventi mirati a “venire bene in foto”, più che all’apparire al meglio nella vita di tutti i giorni».

Sfatiamo subito un mito: pagare per “crescere” a livello organico su instagram non è sempre un male, anzi, può rivelarsi un’ottima strategia di marketing. Ovviamente non parlo della pratica – assolutamente sbagliata – dell’acquisto followers ed interazioni sul proprio account, bensì dell’investimento in ads ossia pubblicità di un post o di una story. Rifacendosi al Business Manager di Facebook, Instagram mette a disposizione la possibilità, a fronte anche di pochi euro, di far girare in più ore del giorno nei feed di account targettizzati per località e fascia oraria lo specifico post o instagram story che l’utente ha deciso di pubblicizzare allo scopo di ottenere numerose visualizzazioni, link, condivisioni e, perché no, nuovi “follow”.

Quindi il consiglio è quello di creare contenuti ben curati – non solo a livello visivo – ma anche nella scelta di hashtag , tag e didascalie di accompagnamento – e poi spendere qualche soldino per promuoverli. D’altronde, si sa, la pubblicità è alla base di guadagni proficui.

Fino all’anno scorso c’era un abuso dell’utilizzo dei bot. Cosa sono i bot? Sono software, tool, strumenti, che performano azioni al posto dell’utente su instagram; attirano attenzioni da parte di altri account permettendoci un seguito organico maggiore. Ma ci sono, in merito ai bot, più contro che pro, tanto che circa tre mesi fa, l’algoritmo del famoso social network ha penalizzato tutti gli account che avevano utilizzato, o utilizzavano ancora fino a quel momento i bot, facendoli cadere nello shadowban.

Forse l’unico bot visto in chiave positiva è quello dei DM ENGAGEMENT , cioè i bot preimpostati che ringraziano nei messaggi direct i nuovi followers, fa’ una presentazione del proprio account e pubblicizza le attività di cui si occupa.

In conclusione, oggigiorno, è meglio evitare l’acquisto dei bot ed investire in sponsorizzate che permettono di raggiungere un’alta visibilità in poco tempo.

I social network sono ormai parte integrante della nostra vita, tocchiamo lo schermo del nostro cellulare non meno di 50 volte al giorno e nelle pause tra un lavoro e l’altro balziamo da Facebook, ad Instagram, da Twitter a Linkedin a You Tube. Ci sono talvolta alcune persone (soprattutto giovani) che ne fanno un forte abuso e che decisamente avrebbero bisogno di ciò che gli psicologi chiamano “cura digital detox”. Scopriamo quali sono gli effetti collaterali dell’eccessivo uso dei social network:

Una ricerca del Journal of Social and Clinical Psicology ha rilevato come coloro che trascorrono molte ore sui social possono sviluppare sintomi simili alla depressione. Il motivo?

Perchè si paragona continuamente la nostra vita con le immagini ed i video mostrati dagli altri, che sono solo spezzoni di vita “esasperati” in chiave positiva: luoghi paradisiaci, outfit all’ultimo grido, selfie caratterizzati da lineamenti, trucco e parrucco impeccabili.: tutto riconduce alla perfezione, che in realtà non esiste, è solo una “montatura” per creare engagement ed assicurarsi quindi un giusto seguito.

Oltre alla depressione, altri sintomi mandati dal corpo come campanello d’allarme per l’indigestione da internet sono il mal di testa, il bruciore degli occhi, la stanchezza mentale, la sensazione di stordimento. Anche la mania compulsiva di accedere ogni poco al proprio profilo social per verificare quanti like, condivisioni o visualizzazioni hanno ricevuto i post e le instagram stories è segno che si sta perdendo il senso della realtà off line a vantaggio della dimensione ovattata del web.

Esistono cure per la dipendenza da internet e nello specifico dai social network? Certo!

Prima di tutto uscire per fare lunghe passeggiate (sarebbe meglio a contatto con la natura) lasciando tassativamente il cellulare a casa!

Seconda cosa: arricchire la propria vita di relazioni sociali , incontrandosi quanto più possibile con amici e conoscenti ed intraprendere nuove conoscenze che ci riempiano le giornate ed i lassi di tempo libero.

Terzo aspetto: dedicarsi ai vari hobbies (preferibilmente fuori casa e con il cellulare spento). Iscriversi in palestra dove, oltre al corpo, si allena anche la mente (l’esercizio fisico rilascia infatti dopamina ed endorfina che sono salutari per l’umore).

Quarta soluzione: se si tratta di una grave forma di dipendenza, è necessario consultare uno psicologo che essendo un medico specializzato, rileverà le soluzioni più adeguate.

Premessa: che nessuno mi voglia male. Vorrei solo aprire gli occhi alle tante web content creator (che si spacciano per influencers) che credono di aver vinto la lotteria nazionale grazie ad Instagram. Ragazze…sveglia! L’età del paese dei balocchi è finita da un bel po’.

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Arriva dagli Stati Uniti una moda che vede protagonisti i fotografi nostrani. Si chiamano “Instagram boyfriends”, ragazzi o uomini di età adulta, esperti in shooting fotografici e – possibilmente😊 – di bell’aspetto che si fanno pagare per dedicare un’intera giornata ad una singola turista americana.

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