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In tempo di quarantena, una delle migliori attività a cui può dedicarsi chi ha un giardino, un orto o numerose piante fuori ai balconi è quella del giardinaggio. Questo periodo che tutta Italia sta vivendo è un’occasione per chi ha sempre voluto rifare l’area green di casa propria ma sentiva di non avere nè il tempo nè il pollice verde.

Ancora una volta accorre in nostro aiuto la tecnologia che grazie al web e a numerose applicazioni rende estremamente facile la “rinascita” del pollice verde. Scriverò di seguito le applicazioni da scaricare gratuitamente sul cellulare per diventare un “giardiniere provetto”.

1 . GARDEN TAGS ——> Non è solo una app, ma un social network per chi ha pollice verde e vuole condividere la sua passione con tante altre persone sparse in tutto il mondo. Disponibile sia su App Store che su Google Paly Store, è facile ed intuitiva da utilizzare: dal profilo personale sarà possibile caricare foto del proprio giardino, vedere i giardini degli altri, e trovare ispirazione per migliorare il proprio o ricevere consigli su cosa piantare o come curare fiori e piante attaccate dai vari parassiti.

2. SMART PLANT——-> Con questa app, basta caricare la foto di una pianta (vista per strada, in un parco, o nel giardino del vicino) per ottenere in tempo reale informazioni sulla tipologia di pianta, sulla sua coltivazione e cura. Smart Plant dà anche possibilità di entrare in contatto con esperti di tutto il mondo pronti a fornirci i loro utili consigli.

3 POLLICE VERDE: ORTO ——-> Disponibile solo per dispositivi Android; software completo, una enciclopedia tascabile dove si trovano: piante da orto, piante da frutto, erbe aromatiche e attrezzi da usare per il giardinaggio. Grazie alle “schede prodotto” sarà possibile ricevere tutte le informazioni che si necessitano: dal periodo di semina ai tempi di crescita, la concimatura, l’innaffiamento e possibili parassiti che potrebbero metterne a rischio la vita.

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4 WATERBUG ——–> E’ un’applicazione molto semplice che ci avvisa quando dobbiamo innaffiare le piante per evitare che si secchino. Come funziona? Si scatta la foto della pianta e la si carica sull’applicazione . Waterbug riconoscerà di che pianta si tratta e creerà un piano di irrigazione specifico. Inoltre, per ogni pianta, l’applicazione fornisce una scheda descrittiva ed informativa.

5 FRUTTA E VERDURA DI STAGIONE ——> Questa applicazione, disponibile sia gratis sia ad € 1,21 se si vogliono rimuovere i banner pubblicitari, è utile non solo per chi ha il pollice verde, ma anche per gli amanti della sana alimentazione. La app propone la frutta e la verdura di stagione, indicando una breve descrizione e i mesi in cui sarebbe meglio mangiarli.

L’e book è uno strumento ottimo per il personal branding, per far conoscere il proprio lavoro ed il proprio potenziale agli utenti del web, un modo per affermarsi come esperto del settore e per ottenere più contatti.

Come si scrive un e book? Di seguito alcuni brevi ma importanti passaggi:

1 . Scegliere il target di destinazione dell’e book; studiare i bisogni, i desideri, lo stile di vita delle persone a cui si vuole vendere il libro.

2. Trattare argomenti convincenti che rispondano alle domande dei lettori: il focus deve essere chiaro fin da subito; se già dall’abstract i lettori non capiscono bene di cosa tratta il libro, non l’acquisteranno e passeranno oltre. Ricordate che il web è pieno (ormai saturo) di contenuti e bisogna essere rapidi, chiari, concisi ed originali se si vuole far largo tra la concorrenza.

3. Dividere il libro per capitoli in modo semplice e chiaro. L’e book, così come il libro tradizionale cartaceo, ha bisogno di essere suddiviso in:

  • indice
  • introduzione
  • elenco di ogni argomento principale che si desidera trattare
  • breve descrizione di ciascuno degli argomenti secondari
  • conclusione

Tutto questo proprio per fornire ai lettori un prospetto chiaro ed efficace dei contenuti da fruire.

4. Il titolo. Come per gli articoli giornalistici e per i post dei blog, anche per un e book è fondamentale il titolo che serve a catturare l’attenzione ed a convincere l’utente ad acquistarlo. Il titolo è il biglietto da visita dell’e book ed un consiglio che sento di dare è di effettuare sul web una ricerca delle parole chiave nel settore di cui si scrive ed impostare il titolo del libro proprio sulle key words più ricercate.

5. Stesura manoscritto e correzione bozza. Dopo la stesura del manoscritto (che raccomando di “spalmare” in massimo 150 pagine, per rendere la lettura fruibile e rapida e non annoiare il lettore), c’è la fase delicatissima della correzione delle bozze. La fase di editing va fatta a più occhi, quindi dopo aver riletto il manoscritto almeno due volte, consiglio di consegnarlo ad un’altra persona del settore e poi ad un’altra ancora, in modo che vengano stanati tutti gli errori.

6. Promozione. La fase di sponsorizzazione dell’e book è la più importante. Hai fatto una gran fatica a raccogliere il materiale, fare ricerche, scrivere il libro ed editarlo, ora non vorrai mica tenerlo “nascosto” e farlo leggere solo ad amici e parenti? Il social media marketing ed il digital marketing sono due validi strumenti per far conoscere quanto più possibile il tuo e book. Quindi bisogna impostare una strategia pubblicitaria basata su banner google ads, banner fb, instagram e linkedin ads ed ingaggiare content creator che nei loro account social sponsorizzino il tuo libro.

Uno strumento digitale che arricchisce il mondo reale, da oggi è possibile grazie a Loquis, un’innovativa app gratuita per dispositivi Ios e Android, che racconta le meraviglie delle più belle città di Italia attraverso brevi podcast geolocalizzati. Permette, agli utenti che ascoltano gli audio, di vivere il territorio attraverso il racconto e le esperienze di chi lo abita, lo frequenta e lo conosce.

Loquis è la prima piattaforma di Geo-Podcasting al mondo: mentre ascolti la tua musica, cammini, sei in auto o sui mezzi pubblici, ti racconta storie ed informazioni legate ai luoghi che ti circondano. La missione di Loquis è di spingere le persone fuori dagli schermi, invogliarli a scoprire il mondo, e a condividere le loro esperienze con altri.

Loquis è nata a Roma, ed oggi è attiva anche in Lazio, Umbria, Toscana, Marche, Puglia, Calabria e Sicilia. Da fine 2019 varcherà anche i confini nazionali. Il progetto è frutto di due anni di ricerca e sviluppo da parte della società Geo Radio, guidata da Bruno Pellegrini, fondatore di Offside, NessunoTv, TheBlogTv, BabelTv, Userfarm.

Come funziona?

E’ come una piattaforma di podcasting ma con la caratteristica unica di proporre solo contenuti “legati” al territorio, geolocalizzati. Così ogni volta puoi scoprire nuove cose attorno a te, oppure nei luoghi che vuoi visitare. Puoi decidere di seguire canali di diverso tipo e genere, e ricevere aggiornamenti quando vengono pubblicate nuove clip. Oppure utilizzarlo come un navigatore, ma al posto delle direzioni stradali, Loquis propone storie e notizie in cinque lingue sui luoghi che in quel momento l’utente sta attraversando. I contenuti di Loquis sono realizzati dalla redazione, dai partner e da  molti  utenti appassionati di tutta Italia e variano dal patrimonio culturale, arte, storia, ai personaggi famosi, le location dei film, le memorie di quartiere, gli eventi da non perdere, i sapori, le botteghe artigiane, gli appuntamenti per i bambini, la toponomastica raccontata, la cronaca noir, la street art, le feste più cool. E per chi viaggia, anche i consigli su cosa vedere e dove mangiare per ogni uscita del casello autostradale.

«Loquis è il primo social media che ti fa scoprire il mondo» dichiara il Ceo Bruno Pellegrini  «si tratta di una piattaforma di GeoPodcasting che permette agli utenti di ascoltare e di raccontare storie, informazioni, consigli, esperienze legate al mondo reale. La missione che abbiamo è di riportare le persone ad appassionarsi ed incuriosirsi del mondo che le circonda. A volte non ce ne rendiamo conto, ma spesso attraversiamo il mondo senza conoscerlo, nonostante avrebbe così tanto da raccontare. Per questo motivo nasce Loquis, che mette insieme due dimensioni, audio e local, per creare qualcosa di unico al mondo. Una piattaforma digitale di condivisione, che aumenta l’esperienza del mondo reale. I canali podcast , che ormai sono più di 100, contengono clip di racconti che sono legati ad una posizione geografica. Così si possono ascoltare le avventure dei nostri amici, i consigli su dove andare con i bambini, le notizie di quartiere, descrizioni di edifici, storie dei personaggi che vi hanno vissuto. Si possono scoprire nuovi ristoranti, locali, parchi, percorsi di trekking, laboratori, attività. Non si finisce mai. Anche perché tutti possono contribuire al racconto, creando un proprio canale o migliorando quelli esistenti. Il progetto Loquis sta uscendo dalla fase di test, che lo vedeva limitato alla zona di Roma, e sta per coprire l’intero territorio nazionale».

 «Nei prossimi mesi» continua Pellegrini «rilasceremo una nuova versione ma soprattutto nuovi canali e nuovi racconti per scoprire il mondo. Vogliamo recuperare e restituire le storie dei luoghi che attraversiamo, spesso ignari di quanto hanno da raccontare e dare alle persone uno strumento per conoscere ciò che rende unico il mondo dove viviamo ».

La piattaforma è aperta, perché consente a tutti di creare un proprio canale e pubblicare i podcast geo referenziati che verranno poi tradotti in cinque lingue.

Di seguito le istruzioni per registrare i podcast su questa innovativa app:

Se ti piace raccontare le tue storie quando sei in giro a fare shopping, oppure mentre porti i tuoi bambini a giocare al parco, mentre sei in viaggio per vacanza o per lavoro, non puoi fare a meno di Loquis.

Grazie al nuovo aggiornamento, avrai in un’unica schermata tutto il processo di creazione dei tuoi contenuti. Vai sul tuo profilo personale e dopo aver inserito il titolo del contenuto, il canale su cui pubblicarlo e la localizzazione, il passo successivo sarà quello di caricare un’immagine che identifichi il luogo protagonista dei tuoi racconti. 

Ora puoi inserire un’immagine direttamente da Google Street View.  Basta cliccare l’icona in basso a sinistra, e verrai trasportato immediatamente sul posto. A quel punto, dopo aver scelto la direzione giusta dell’obiettivo, basterà cliccare ok, e il gioco sarà fatto.

 L’ultima fase è la vera creazione…Puoi scegliere se inserire solo il testo e lasciare dunque l’audio sintetico, o registrare un tuo audio, o entrambi.

Aggiunte le ultime informazioni opzionali (link, data di pubblicazione e scadenza) non dovrai fare altro che premere il tasto “Pubblica”.

 LA CLASSIFICA DEI CANALI PIU’ SEGUITI:

CREATI DAL TEAM “LOQUIS”        

Discovery

Le vie di Roma

Musei di Italia

Roma parla Cinema

Borghi di Italia

Personaggi di Roma

Roma Street Art

Visit Lazio

Roma Noir

CREATI DAGLI UTENTI

Mangia e bevi a Roma

I sapori di Roma

Roma – dal tramonto all’alba

La via Appia a piedi

Urban Experience

Pensieri romani

Roma dei bambini

Kosher Life

A1 – Fuori dal casello

Almanacco di Roma

Di seguito il video di presentazione e promozione di Loquis App:

Utilizzare lo smartphone prima di andare a dormire causa, a lungo andare, danni alla salute fisica e mentale. E’ quanto emerge da numerose ricerche condotte negli ultimi anni, l’ultima delle quali a Boston, negli Stati Uniti, presso il Brigham e Women Hospital. Primo tra tutti i problemi, è quello legato al sonno: l’insonnia è la prima causa di malessere e di ribellione del corpo all’uso smodato del cellulare fino a tarda notte. Infatti la luce artificiale dello smartphone (o computer, o tablet) costringe il cervello a rimanere svegli, destabilizzando così l’organismo. Dall’insonnia derivano poi la stanchezza durante il giorno, il nervosismo, l’ansia e la depressione.

In particolare questi effetti si verificano sugli adolescenti,

motivo per cui gli psichiatri vietano l’uso di smartphone/tablet e pc per una durata di fasce orarie giornaliere molto ampie.

Consigliamo (a tutti in realtà, non solo ai teenager) di spegnere il cellulare verso le prime ore della sera (o metterlo in modalità aerea) e tenerlo in un’altra stanza, quanto più possibile lontani da sé.

Paragrafo a parte meritano i bambini e l’uso che fanno dei cellulari.

I bambini non devono assolutamente avere accesso ai device mobili, tranne che in casi di assoluta emergenza.

Come dichiara il Consiglio Superiore di Sanità “l’uso smodato di telefoni cellulari da parte dei bambini porta ad un elevato tasso di nervosismo, stati di ansia, insonnia, problemi alla vista e problemi di socializzazione”.

Per chi si occupa di e mail marketing, l’essere “bannato” nella casella spam è una rogna da cercare in tutti i modi di evitare. Che cosa venga considerato spam da chi è iscritto ad una e mail è questione di preferenze personali. Il fatto di non conoscere la nostra attività, il nostro brand o il non considerarlo abbastanza rilevante ed interessante sono i motivi principali per i quali l’utente cataloga l’e mail come spam. Questi sono i principali fattori su cui l’e mail marketing ha un controllo limitato ma esistono degli escamotage per ridurre significativamente le possibilità di essere considerati spam.

Tre modi per evitare la condanna a spam:

1)Evitare i filtri per lo spam

A volte i messaggi di e mail marketing possono essere vittima di filtri per lo spam anche se il destinatario ha dato il proprio consenso, per cui è importante conoscere i criteri utilizzati da questi filtri ed evitare i comportamenti penalizzanti quando si compongono i messaggi.

Quali sono questi comportamenti penalizzanti?:

  • Mancanza di equilibrio tra immagini e testo: l’uso di troppe immagini può provocare una mancanza di equilibrio che allerta i filtri per lo spam. Evitate di creare o usare progetti che sovrappongono il testo all’immagine perché il filtro vedrà solo l’immagine e non il testo in esso incorporato.
  • Eccesso di formattazione: quindi eccesso di maiuscole, testo in grassetto e caratteri di dimensioni irregolari.
  • Allegati: cercate di non usare allegati in quanto gli allegati possono provocare l’intervento dei filtri anti spam.
  • Termini osceni: no a linguaggio volgare ma anche a termini come sales offers, crazy dels , free money che richiamano ad una call to action troppo forzata.

2)La pertinenza degli argomenti

Potete inviare una e mail di marketing solo se il messaggio è relativo a prodotti e servizi simili a quelli per cui il destinatario ha espresso in precedenza un interesse. Non mescolate mai i messaggi di marketing; verificate che le vostre e mail siano chiare e coerenti, evitate ciò che può provocare confusione, mantenete i testi semplici per i destinatari.

3)Non nascondete la vostra identità

I destinatari della e mail devono poter identificare chi ha inviato il messaggio, quindi bisogna sempre firmarsi e fornire un indirizzo di posta elettronica al quale poter essere contattati. E’ importante instaurare un rapporto di fiducia ed umano con i propri clienti, proprio per non entrare nelle loro “antipatie” ed essere consì inseriti nella black list degli spam.

Uno degli obiettivi principali di Linkedin è la ricerca delle offerte di lavoro. Sulla base del profilo, Linkedin suggerirà ad ogni iscritto alla sua rete le offerte di lavoro più appropriate e avvertirà tramite posta elettronica nuove offerte pertinenti che si presenteranno.

Per cercare un posto di lavoro,

indicate il titolo per parola chiave o nome dell’azienda, poi compilate le altre informazioni richieste, come la località geografica in cui vorreste lavorare, le dimensioni dell’azienda ed il settore al quale siete interessati. Fate click su “fine” e Linkedin procederà.

Per trovare personale (quindi nell’ottica dell’imprenditore che inserisce l’annuncio di lavoro)

Linkedin garantisce almeno dieci domande per ogni posto di lavoro pubblicato e gestirà il processo di presentazione delle candidature, dando un ordinamento delle domande sulla base del profilo dei candidati rispetto alla job description.

Per pubblicare un’offerta di lavoro, scegliete prima la vostra azienda scrivendone il nome nella casella di testo e selezionandola dall’elenco. Poi scrivete un titolo in modo che Linkedin possa creare abbinamenti migliori con i potenziali candidati. Scrivete la job description dettagliata e spuntate l’opzione di preferenza: cioè  se preferite ricevere le domande direttamente per posta elettronica o sulla pagina apposita del sito aziendale.

Linkedin è un social network nato proprio con uno scopo professionale, cioè per mettere in contatto professionisti di vari settori per scambi di opinioni, offerte di lavoro, ricerca personale e condivisone articoli e post inerenti specifici ambiti lavorativi.

Le instagram stories sono una vera e propria strategia di web marketing. Bisogna però utilizzarle in modo intelligente e costante per attirare l’attenzione delle persone ed acquisire engagement e visibilità dall’algoritmo.

Prima di tutto bisogna creare una storyboard che sia in linea con il brand che il tuo profilo instagram vuole proporre: non video, boomerang, frasi inserite a caso o per un piacere personale, bensì video che abbiano una continuità ed un senso con il messaggio che vuoi trasmettere ai followers. Se sei un ristoratore, posterai video inerenti il locale, il menù, i clienti del ristorante; se sei un’estetista posterai video relativi i trattamenti estetici, il prima e il dopo, i commenti in diretta delle tue clienti.

  • Bene ogni tanto dedicare le ig stories anche alla sfera personale, a frame di canzoni preferite o agli aforismi più in voga, ma il timing della sfera personale deve essere sempre minore di quella lavorativa su cui è stato impostato l’account instagram.
  • Anche nelle stories, così come per i post, è fondamentale l’uso degli hashtag. Questi ultimi ci porteranno ad un maggior numero di visualizzazioni, da parte di utenti che avvieranno la ricerca delle storie per hahstag. Inseritene tanti, nascondendoli magari anche sotto le gif.
  • Rendete le stories accattivanti, attraverso gif, stickers, musica, filtri e attraverso i preset (ne cito due tra tanti: StoryArt e Unfold).
  • Create sempre ed in maniera costante un rapporto di fidelizzazione con i vostri followers, rispondendo sempre ai messaggi in direct e creando sondaggi e questionari nelle varie ig stories.

Introduco il post con una breve ma significativa classificazione nel settore di chi lavora sul web, pubblicizzando sui propri account social, prodotti, beni e servizi.

Queste persone, comunemente chiamate influencers perché hanno la capacità di “influenzare” l’opinione e le idee degli utenti che usufruiscono dei loro contenuti, si suddividono in micro categorie in base ai followers che hanno sul proprio account social:

  • Instagrammers (da 50 a 20.000 followers)
  • Micro influencers (dai 21.000 ai 100.000)
  • Influencers (dai 101.000 ad un milione)
  • Web stars (da un milione di followers in poi)

Nei primi tempi del boom di Instagram, era nota l’idea che più seguaci al profilo si possedevano, più successo si riscontrava e di conseguenza si risultava appetibili agli occhi del brand. Con il tempo, questo concetto si è rivoluzionato e gli stessi brand hanno capito che in realtà è proprio nel settore di nicchia che devono puntare. Faccio un esempio pratico: il marchio Puro Bio vuole avvalersi dell’influencer marketing per sponsorizzare il lancio sul mercato del nuovo burro di cacao. La scelta da fare è tra:

  • @Clarissa Marchese (clarissamarchese), account da un milione 200 mila followers di una content creator lanciata dal programma televisivo “Uomini e Donne”
  • @ Elisabetta Pistoni (elisabetta_pistoni), fashion e beauty influencer con 67mila follower

Diminuendo ancora di più le cifre, troviamo un satellite di you tubers ed instagrammers che hanno dai 10.000 followers in più ed hanno incentrato i loro canali solo sulla cosmesi.

Ovviamente la scelta cade sulla seconda e terza opzione, perché gli influencers di nicchia hanno una audience realmente interessata solo ad un argomento specifico , di conseguenza realmente interagiscono con la pubblicità e sono invogliati ad acquistare il prodotto.

Il big account dispone invece di una audience molto variegata e magari poco interessata al biologico; ne consegue che il brand rischierebbe di sprecare i propri soldi investiti in quella determinata campagna pubblicitaria.

Secondo uno studio effettuato da Mention,

i micro influencers sono percepiti come “l’amico della porta accanto”che dà consigli affidabili e nel quale mi posso rispecchiare: attraverso i commenti e i direct di instagram , si crea con essi un rapporto confidenziale e l’utente – consumatore , guidato dai consigli dell’influencer, è realmente invogliato ad acquistare un determinato prodotto e/o servizio.

Come trovare i micro influencers?

Al di là di piattaforme nate per mettere in contatto aziende e chi lavora nel web marketing (Buzzoole e Fly Trendy), il metodo più logico e tradizionale è quello manuale, ovvero scrivere nel motore di ricerca di Instagram e You Tube le parole chiave di interesse precedute dall’hashtag.

I criteri di scelta dei micro influencers sono:

1)competenza

2) autorità

3) affidabilità

Gli utenti di Instagram e You Tube da convertire in  potenziali consumatori devono stimare e potersi fidare di chi sta cercando loro di vendergli il prodotto o servizio:

soprattutto seguendo questi ultimi parametri la campagna sarà performante e con un buon ROI.

In questo particolare momento storico è facile parlare delle fulgide prospettive dell’economia digitale, che presenta indici di crescita vertiginosi.

L’economia digitale è però un gigante dai piedi d’argilla, perché risulta sempre più esposta agli attacchi della criminalità informatica. Il giro d’affari del Cyber Crime ha indici di crescita superiori a quelli della stessa economia digitale. Il Rapporto Clusit sulla sicurezza ICT in Italia evidenzia uno sviluppo impressionante e inarrestabile degli attacchi informatici (nel 2018 +37,7%), con il ruolo determinante delle “grandi” associazioni criminali, che hanno ormai sostituito le “armi da fuoco” e i “passamontagna” con le reti di server e computer.

Dallo stesso report si può evincere come la criminalità informatica si stia concentrando sempre di più sul fattore umano, allo scopo di superare le difese tecnologiche delle organizzazioni. In questi anni, tutte le organizzazioni hanno effettuato investimenti importanti per rafforzare le loro difese di tipo tecnologico, e il volume degli investimenti di questo tipo continua a crescere, in una guerra senza fine tra attaccanti e difensori. Ma il vero punto debole di tutte le strutture difensive sono le persone, gli utenti, e quindi i dipendenti e i collaboratori che utilizzano servizi di carattere digitale.

Sono gli utenti il target privilegiato delle organizzazioni criminali.

Attraverso strategie di Social Engineering e con l’utilizzo di tecniche di attacco come il Phishing, i criminali riescono, con l’inganno, a coinvolgere gli utenti inconsapevoli nelle loro azioni truffaldine, aprendo un varco nelle strutture difensive delle organizzazioni pubbliche e private.

A dispetto dei milioni di euro investiti in Cyber Security è spesso sufficiente un click di un utente su un link malevolo, per dare il via ad un attacco distruttivo. Nel 2018 gli attacchi operati attraverso tecniche di Social Engineering ed Email Phishing sono cresciuti del 56,9%, a dimostrazione dell’efficacia criminale di un’azione che punta sulla vulnerabilità del fattore umano.

Il Social Engineering

Il Social Engineering è una strategia articolata che usa l’inganno e la manipolazione psicologica per far compiere all’utente un’azione che comporterà conseguenze negative per l’utente o per la sua organizzazione.

L’Email Phishing

L’Email Phishing è invece la tecnica per cui i criminali Cyber spediscono delle mail dal contenuto ingannevole e invitano il destinatario a compiere un’azione, generando in lui la prospettiva di ottenere un vantaggio o semplicemente di evitare una situazione spiacevole. Se il destinatario cadrà nella trappola e quindi eseguirà l’azione richiesta, i criminali otterranno un vantaggio fraudolento, provocando un danno al destinatario o alla sua organizzazione.

Quindi, per dare al gigante dei “piedi” solidi, in grado di sostenere la sua poderosa crescita nel tempo, è necessario agire velocemente sul fattore umano, generando una cultura della Cyber Security e delle minacce che arrivano dalla rete, che non sia più un “sapere” riservato a una nicchia di professionisti della sicurezza, ma che diventi un patrimonio diffuso per tutti coloro che utilizzano le moderne tecnologie digitali.

Infatti, le probabilità di successo di un attacco Cyber dipenderanno fortemente dalla consapevolezza che le loro vittime potenziali hanno del rischio di subire un attacco di questo tipo e dalla sua capacità di riconoscerlo.

Per questa ragione si comincia a parlare sempre più diffusamente di Cyber Security Awareness, una disciplina che va ad identificare tutte quelle attività di formazione che si propongono di adeguare la conoscenza e i comportamenti degli utenti, alla sfida che il Cyber Crime ha lanciato all’economia digitale.

Il tema non riguarda solo gli aspetti economici, ma anche gli aspetti sociali e culturali, vista la diffusione pervasiva delle tecnologie digitali.

Articolo scritto da:

Maurizio Zacchi

Marketing & Communication Manager

Gruppo Daman srl

maurizio.zacchi@daman.it

https://www.gruppodaman.it/