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Sfatiamo subito un mito: pagare per “crescere” a livello organico su instagram non è sempre un male, anzi, può rivelarsi un’ottima strategia di marketing. Ovviamente non parlo della pratica – assolutamente sbagliata – dell’acquisto followers ed interazioni sul proprio account, bensì dell’investimento in ads ossia pubblicità di un post o di una story. Rifacendosi al Business Manager di Facebook, Instagram mette a disposizione la possibilità, a fronte anche di pochi euro, di far girare in più ore del giorno nei feed di account targettizzati per località e fascia oraria lo specifico post o instagram story che l’utente ha deciso di pubblicizzare allo scopo di ottenere numerose visualizzazioni, link, condivisioni e, perché no, nuovi “follow”.

Quindi il consiglio è quello di creare contenuti ben curati – non solo a livello visivo – ma anche nella scelta di hashtag , tag e didascalie di accompagnamento – e poi spendere qualche soldino per promuoverli. D’altronde, si sa, la pubblicità è alla base di guadagni proficui.

Fino all’anno scorso c’era un abuso dell’utilizzo dei bot. Cosa sono i bot? Sono software, tool, strumenti, che performano azioni al posto dell’utente su instagram; attirano attenzioni da parte di altri account permettendoci un seguito organico maggiore. Ma ci sono, in merito ai bot, più contro che pro, tanto che circa tre mesi fa, l’algoritmo del famoso social network ha penalizzato tutti gli account che avevano utilizzato, o utilizzavano ancora fino a quel momento i bot, facendoli cadere nello shadowban.

Forse l’unico bot visto in chiave positiva è quello dei DM ENGAGEMENT , cioè i bot preimpostati che ringraziano nei messaggi direct i nuovi followers, fa’ una presentazione del proprio account e pubblicizza le attività di cui si occupa.

In conclusione, oggigiorno, è meglio evitare l’acquisto dei bot ed investire in sponsorizzate che permettono di raggiungere un’alta visibilità in poco tempo.

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