Il prossimo 4 maggio Yahoo Answers chiude i battenti lasciando orfane di risposta milioni di utenti: le domande più assurde.

Il 28 giugno del 2005, Yahoo decide di mettere a disposizione di tutti gli utenti web la sua piattaforma di condivisione della conoscenza gratuitamente.
Yahoo Answers è un forum nel quale chiunque può soddisfare la propria curiosità o rispondere ai propri dubbi senza necessità di perdere l’anonimato e senza il timore che qualcuno lo giudichi per la richiesta che ha fatto. La community della piattaforma, infatti, era disponibile a risolvere qualsiasi curiosità o a dare una mano per qualsiasi problema.

Gli utenti potevano chiedere di tutto: feedback su un particolare prodotto tecnologico, su dove trovare il servizio assistenza, ma anche sulla tecnica ideale per dare piacere al proprio partner. La piattaforma, poi, attraverso ad un algoritmo, premiava le risposte migliori e quelle più dettagliate, così da farle emergere per chi aveva posto la domanda, ma anche per chi in futuro se la sarebbe posta.

La piattaforma, dopo 16 anni di onorato servizio, chiuderà i battenti il prossimo 4 maggio, privando gli utenti di usufruirne e cancellando di fatto un pezzo di storia di internet. Yahoo Answer, infatti, ha fatto parte della fase di espansione del web, quando con l’arrivo delle connessioni a banda larga e l’abbassamento dei costi, internet cominciava ad essere alla portata di tutti e a rivoluzionare la fruizione dei contenuti per sempre. Insieme a Youtube e Wikipedia, infatti, questa piattaforma ha rappresentato una specie di colonna portante della prima epoca del web di massa.

Per celebrarlo, vi riportiamo alcune delle domande più assurde mai pubblicate sulla piattaforma. Un utente, ad esempio, una volta ha chiesto: “Come faccio a porre una domanda su Yahoo Answer”, non rendendosi conto (o giocandoci sopra) di aver posto la domanda. Un altro ha chiesto: “Come faccio a farmi filmare da quelli di Youtube”, o ancora c’è chi ha chiesto: “Se mangio me stesso divento il doppio o scompaio?”. Sempre sulla linea ironica c’è chi ha chiesto: “Cosa succede se lego una fetta biscottata sulla schiena di un gatto?” o ancora “Se mio padre e mia madre fossero fratelli?”. Potremmo continuare, ma il tempo e lo spazio per citarle tutte sarebbe infinito. Se siete curiosi, tuttavia, sul web ne trovate ancora a decine.

In tempi di crisi, si sa, le aziende tendono a tagliare le attività considerate infruttuose e non indispensabili. Così, molti imprenditori decidono di ridurre gli investimenti destinati al marketing digitale. Tuttavia, occorre riflettere bene prima di operare tale scelta e considerare che oggi il web rappresenta, non solo uno dei pochi modi per arrivare alla clientela, ma anche il più efficace.

Hanno bloccato le fiere di settore, i convegni, i workshop e fare una riunione attorno ad un tavolo è utopico, almeno per il momento. Ci rimane dunque la rete, la principale strada da intraprendere per comunicare con il target, che verosimilmente è più ricettivo perché si trova a casa: magari lavora al computer o è annoiato sul divano con lo smartphone in mano, pronto a farsi attirare da un annuncio online personalizzato. Le aziende che attualmente si sentono in trappola a causa del COVID-19, non si rendono conto di avere in mano la chiave per uscirne ancora più forti: il marketing digitale.

Le potenzialità del marketing ai tempi del COVID-19: non solo fiere

Da sempre, le imprese, soprattutto quelle B2B, puntano sulla partecipazione a eventi e fiere per incrementare la rete di contatti. Queste occasioni di incontro hanno effetti positivi soprattutto su settori poco digitalizzati oppure sulle PMI, che in questo modo possono incrementare la propria visibilità e generare un passaparola positivo attorno al proprio operato.

Ricchi di propositi, gli imprenditori investono migliaia di euro all’anno per acquistare uno spazio espositivo, l’attrezzatura e il personale necessari per un evento di pochi giorni. Non c’è da stupirsi che l’annullamento delle fiere provocato dall’emergenza sanitaria sia stata una vera e propria doccia fredda per tanti di loro. Come risollevarsi? Come reinvestire il budget destinato agli eventi dal vivo?

Questo è il momento di pensare seriamente alla trasformazione digitale, non solo per quanto riguarda l’operatività delle risorse umane (vedi smart working) ma anche per tutte le altre attività dell’impresa, tra cui la promozione aziendale.

Digital Marketing e COVID-19: vince chi si adatta

Lo diceva anche Darwin: sopravvive chi si adatta alle circostanze, chi riesce a trovare l’opportunità anche nella crisi. Se un imprenditore è abituato da sempre adincontrare faccia a faccia clienti, collaboratori o fornitori, ora deve trovare altre strade per raggiungere le stesse persone. La rete, in tal senso, offre una marea di alternative: ci sono i social network, da quelli più indicati per il B2B (come LinkedIn) a quelli ideali per rivolgersi al consumatore finale, come Instagram o Facebook.

Ci sono i siti istituzionali per incrementare la visibilità, che possono essere spinti ancora di più con un annuncio a pagamento su Google Ads o un piano editoriale SEO: insomma, c’è una soluzione per ogni esigenza. Non resta che intercettare i bisogni del target, decidere gli obiettivi, creare la strategia e metterla in pratica in modo professionale, costante ed efficace.

D’altronde, se ci pensi bene, anche quando il peggio sarà passato, il ritorno alla “normalità” sarà abbastanza gradualefra quanto tempo potrai avvicinarti ad un tuo potenziale cliente e stringergli la mano, senza che lui pensi prima a lavarsela con un gel per le mani piuttosto che comprare il tuo prodotto? I canali online favoriscono il distanziamento sociale ma, allo stesso tempo, ti consentono di vendere. Sembrano fatti apposta per questo periodo storico.

È il momento di ripensare alla tua strategia: da tradizionale a digitale

Se finora, molti imprenditori si sono mossi in modo cauto, e senza troppa convinzione, ora è il momento di ingranare la marcia e dedicarsi anima e corpo alla creazione di strategie digitali pensate per il target. Si potrebbe iniziare lavorando sui canali già esistenti, come le pagine social o il blog aziendale, inserendo nuovi contenuti pensati per intercettare i clienti o rassicurare quelli già esistenti durante questo periodo, così complesso e difficile. La presenza online sarà sicuramente apprezzata dal pubblico.

Molte aziende che hanno in programma eventi dal vivo, organizzati prima dell’emergenza COVID-19 solitamente non li annullano, ma decidono di organizzarli online. In questo modo possono invitare gli iscritti a partecipare da remoto e, allo stesso tempo, provare qualcosa di innovativo. Così molti format si reinventano grazie alla rete. Le aziende finalmente colgono le opportunità dei canali online e gestiscono l’emergenza, riuscendo anche a investire in uno strumento, il marketing digitale, che porterà enormi benefici quando la crisi sarà passata.

Avvicinarsi, in modo graduale, ad un approccio di questo tipo permette alle imprese di reagire positivamente a un momento difficile e, allo stesso tempo, investire in strumenti e risorse che sempre di più occuperanno un ruolo di primo piano nell’economia mondiale.

Come può aiutare un’attività di social media marketing, aziende e singoli professionisti ad avere successo sul web? Vediamolo, passo dopo passo, in quattro semplici step:

  1. Bisogna individuare il target di riferimento a cui si rivolge la società o il singolo personaggio. Questo lo si ottiene con una buona attività di social listening e la creazione di uno schema buyer personas, ossia di una rappresentazione immaginaria del cliente ideale sulla base di dati ricavati tramite Facebook Insights e Google Analytics. I dati riguardano: età, genere, interessi, comportamenti, attività degli utenti sul sito web.
  2. E’ fondamentale definire le linee guida del piano di comunicazione. Quindi:
    – quali sono i nostri obiettivi do comunicazione
    – quali sono i valori – – chi sono i nostri stakeholders – il motivo per il quale l’azienda ha deciso di esporsi sui social media – cosa bisogna migliorare nella campagna pubblicitaria sui social media – con quali risorse (e quale team di lavoro) attivare il miglioramento.
  3. Attuazione di un piano editoriale per programmare sui canali social l’uscita di post, video, infografiche. Il consiglio che mi sento di dare è di puntare molto su questi ultimi due elementi, dal momento che i contenuti audiovisivi hanno un impatto maggiore sull’utente rispetto ai semplici post scritti. Ottimi strumenti per la programmazione post sono Hootsuite, Postpickr, Buffer.
  4. Monitoraggio dei risultati raggiunti tramite gli strumenti di Insights e Analytics e stesura di un report settimanale da esibire al cliente.