Ciò che si fa su Tik Tok, rimane su Tik Tok…e nelle “collab house”. Cos’è questo strano termine? Collab House, letteralmente collaboration houses, è una spaziosa casa (spesso una villa) dove i vari content creator vivono e lavorano h24, una specie di Grande Fratello nel mondo digitale. Il fenomeno è nato negli Stati Uniti e ci sono tutte le basi affinché si sviluppi presto anche in Europa. I “coinquilini” soni per lo più adolescenti, o poco più grandi, vantano milioni di followers su Tik Tok e ogni giorno fanno un brain storming per decidere che contenuto postare, come editare i video, chi fa questo o quel balletto, chi sarà l’addetto alle riprese e chi invece sarà dietro la videocamera del cellulare. Ci si aiuta a vicenda nella progettazione e nella creazione di contenuti creativi.

Le case in America prese in affitto dai Tik Tokers rispondono tassativamente ai seguenti requisiti:

  • Spaziose
  • Ristrutturate e da un design moderno (perché è così che deve risultare il set dove registrare video)
  • Mantenute sempre in uno stato di ordine e pulizia

Con i social media (in modo particolare Instagram e Tik Tok) di privacy ne rimane ben poca; anzi, più un content creator mostra la sua vita privata, più successo riscontra.

Il vivere in gruppo alimenta la violazione della privacy (lascio ai lettori la sentenza se questa sia una cosa positiva o negativa) perché ogni creator compare su più account Tik Tok, accattivandosi così molta visibilità ed un notevole scambio di followers.

Vedremo se in Europa, e in modo particolare in Italia, le collaboration houses riscontreranno lo stesso successo che stanno avendo negli States.

Da appena due mesi è trascorso l’anno 2019 che ha visto un gran fermento di idee innovative nel settore del digital marketing e social media marketing. Ho stilato di seguito una lista delle app (disponibili in linea di massima sia per il sistema IOS che per il sistema ANDROID ) più originali o utili non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per gli utenti web che ogni giorno si interfacciano con tablet, pc, smartphone.

FLOW DI MOLESKINE—> offre un block notes a scorrimento continuo per scrivere e disegnare su un I Pad, insieme a gesti personalizzabili per la cancellazione, la selezione ecc (per sistemi Ios)

TIMELESS –> puoi sostituire l’orologio sul MAC con un’approssimazione dell’intervallo di tempo. Invece di vedere 11: 14 , l’app può mostrare un orologio analogico con le ore 10.00 / 12.00 evidenziate. (per sistemi IOS E MAC)

In questo modo si è meno ansiosi del tempo.

POST IT COLORATI E ANIMATI  —-> dimentica i vecchi post it color giallo acquistati dalla cartoleria sottocasa! Con “post it” puoi crearli in maniera animata e personalizzarli con GIF e colori che più ti piacciono (disponibile per IOS e ANDROID)

APPY WEATHER —->  mette a disposizione sulla schermata del tuo smartphone schede dettagliate sul meteo, dalla data odierna fino alla settimana successiva arricchite da GIF animate (disponibile su ANDROID)

ENLIGHT PIXALOOP —-> Aggiunge effetti animati alla foto: fa sembrare che il mare si stia muovendo, la pioggia o la neve che cade a terra, le micce di fuoco che si muovono, il legno che arde e così via (disponibile per IOS e ANDROID)

QUILT (disponibile per IOS) —- > crea comunità per le donne tramite forum di conversazione. Le community sono geolocalizzate, in modo che le loro componenti possono essere liberi di incontrarsi anche nella sfera off line.

TONIC —- > Disponibile per il sistema IOS, è la app delle notizie giornalistiche più in voga della giornata: dalla politica all’attualità, dal gossip alla cronaca rosa.

ADOBE FRESCO —– > App adattissima a chi è appassionato di grafica, design e pittura. E’ un tool che mette a disposizione numerose opzioni per disegnare, proprio come se si stesse disegnando su tela.

Lascio di seguito un video di presentazione di ADOBE FRESCO, in quanto le immagini sono molto più di effetto che delle parole.

Sempre più popolare, sempre più scaricata. Di cosa parlo? Dell’applicazione Tik Tok, social network cinese che nel corso del 2019 ha registrato un boom di utenti (cinquecento milioni di utenti mensili e più di un miliardo di download).

Alle origini di Tik Tok troviamo Musical.ly ,l’applicazione nata nel settembre 2016 che nel febbraio 2017 fu acquistata dalla società cinese Bytedance. Da agosto 2018 la Bytedance ha cambiato i “connotati” di Musical.ly in Tok Tok.

Nato per un target di giovanissimi (la cosiddetta generazione Z, cioè quella nata dopo il 1995),

Tik Tok ha pian piano affascinato anche personaggi influenti che i venti anni li hanno superati da un bel po’, come i politici Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Questa applicazione permette di registrare, editare e condividere video brevi in formato verticale da 15 o 60 secondi, permettendo all’utente di aggiungere sottofondi musicali, dialoghi, filtri, adesivi, testi.

COME FUNZIONA?

I passaggi da seguire sono semplici e veloci:

1)scarica l’app

2) registrati gratuitamente

3) completa il tuo profilo con i dati richiesti

4) registra il video accompagnato da filtri musicali e visivi

Caratteristica peculiare

di Tik Tok è spezzettare un video in diverse scene: cioè un video si può interrompere, cambiare scena e poi riprendere dal punto in cui si è interrotto il video. Ciò rende l’applicazione molto dinamica e creativa ed un valore aggiunto rispetto alle instagram stories.

E’ soprattutto indicato per chi ama ballare e registrare video musicali ed artistici.

Quindi video brevi, efficaci, virali.

Le challenge su Tik Tok sono quelle più in voga e migliaia di giovani provano a replicare video, balletti, sfide creando una vera e propria community.

Per monetizzare su Tik Tok,

si possono attuare collaborazioni con i brand (proprio come avviene su Instagram e You Tube), mentre non è ancora previsto l’inserimento di banner pubblicitari (come invece succede su You Tube e sui blog attraverso la modalità Google Ads).

Google Analytics è un servizio gratuito che Google mette a disposizione degli utenti per monitorare il proprio sito web. Mostra statistiche e dati relativi agli accessi degli utenti su un sito internet. Il tutto reso semplificato da grafici e tabelle. Se sei proprietario di un sito internet, devi assolutamente installare Google Analytics, in modo da avere sempre sotto controllo i flussi di traffico e i comportamenti degli utenti sulla tua piattaforma web.

Google Academy (clicca qui per accedere al sito) mette gratuitamente a disposizione degli utenti il modulo di Google Analytics, con parte teorica, video di spiegazione e test finale, per ottenere la certificazione.

E’ un argomento che vale assolutamente la pena acquisire nel proprio bagaglio di digital marketing, per rimanere sempre al passo con i tempi e per attuare una buona strategia di marketing in base al business che si ha sul web.

Le funzioni più professionali di cui è dotato Google Analytics sono:

  • Impostazione obiettivi e relativo monitoraggio
  • Integrazione con Ads (ex Adwords) e AdSense
  • Funzionalità complete per il monitoraggio delle campagne
  • Generazione di rapporti sull’e-commerce
  • Monitoraggio di dispositivi mobili
  • Monitoraggio dei social network
  • Monitoraggio della ricerca interna del sito
  • Segmentazione avanzata
  • Rapporti personalizzati
  • Dashboard
  • Analytics Intelligence
  • Variabili personalizzate
  • Esportazione dei dati
  • Targeting geografico
  • Canalizzazioni

Come leggere i dati raccolti da Google Analytics

L’interfaccia di Google Analytics è impostata su due colonne, un menù a sinistra e una parte principale con i dati, nel menù troviamo le tre aree principali PUBBLICO, ACQUISIZIONE e COMPORTAMENTO Prima di controllare i dati devi impostare un intervallo di tempo da esaminare, per default vengono proposti gli ultimi 30 giorni. Nell’angolo in alto a destra puoi aprire un pannello per impostare un intervallo di date a piacimento rispetto alle quali saranno restituiti i risultati e quindi effettuare le opportune analisi.

PUBBLICO

In questa sezione si possono vedere i dati relativi alle visite (sessioni) e al numero di utenti effettivi (utenti) atterrati sul sito, il numero di pagine totali e il valore medio per ogni visita, infine un valore medio di tempo di visita in secondi. La frequenza di rimbalzo è il numero di visite di una sola pagina, ecc… Il sotto-menù di PUBBLICO contiene innumerevoli sezioni che descrivono il tipo di pubblico entrato in base al dispositivo, l’area geografica, la lingua, e altri parametri.

ACQUISIZIONE

Questa sezione analizza in che modo gli utenti sono arrivati dentro al nostro sito, alcune possibilità possono essere: ricerca organica, campagne PPC, diretti (digitando un indirizzo) referral (attraverso un link da un altro sito), e-mail e social. Sapere in che modo e in quali percentuali i contatti sono entrati è molto importante soprattutto se si usano campagne a pagamento.

COMPORTAMENTO

Questa sezione si concentra sulle pagine che sono state guardate dagli utenti nelle sessioni. Oltre ai dati totali e medi riportati nel pannello “Panoramica” possiamo vedere quali sono le pagine più viste, qual è il flusso delle visite (pagina di ingresso e via discorrendo). L’Analisi di dati In-Page permette di vedere il sito e, come in una sorta di termografi, quali sono le parti del sito più cliccate.

Gli indicatori che mette a disposizione Google Analytics sono veramente tantissimi ed è riduttivo cercare di elencarli qui. Più si fa pratica su questa piattaforma, più si impara.

WhatsApp, installata sui dispositivi mobili di oltre due miliardi di utenti, è ad oggi l’applicazione di messaggistica più utilizzata in tutto il mondo. Purtroppo, quanto a sicurezza, lascia un po’ a desiderare. In passato si sono verificati casi di hackeraggio delle conversazioni (come ho spiegato nel post “App di messaggistica: quanto sono al sicuro le nostre conversazioni?”)

Telegram

Molto più sicura di WhatsApp è Telegram che nell’arco dell’ultimo anno, ha beneficiato di una crescita numerosa di utenti. Tutte le chat e i gruppi sono cifrati a 365 bit symmetric AES che garantisce un altissimo standard di sicurezza. Telegram inoltre, rispetto a WhatsApp, offre una quantità di opzioni maggiore, dalle emoticon alle gif che rendono più interattiva e divertente la conversazione.

Signal

E’ un software open source sviluppato da “Open Whisper System”. Tutti i messaggi inviati non sono memorizzati su un server, ma sono inviati e ricevuti e si spostano da un dispositivo all’altro senza passare per la fase di memorizzazione. Come in Telegram, anche nella app Signal, i messaggi si auto distruggono dopo un certo periodo di tempo.

Confide

Come il termine stesso suggerisce, questa app di messaggistica è strettamente confidenziale. Due sono le opzioni principali: elimina i messaggi che si inviano e ricevono sia dopo un certo periodo di tempo, sia dopo essere stati letti (è l’utente che sceglierà una delle due caratteristiche).

L’aspetto di sicurezza ancora più maniacale è che è necessario passare il dito sul messaggio per visualizzarlo. Quindi solo il proprietario del cellulare potrà leggere il messaggio, grazie appunto al riconoscimento palmare. Quest’ultima caratteristica fa di Confide l’applicazione più sicura di tutte.

Line

Line è l’applicazione di messaggistica che spopola in Asia, molto più di Telegram e di WhatsApp. Cripta tutti i messaggi e le chat che si inviano. E’ disponibile su tutti i dispositivi smartphone ed è scaricabile anche sul pc. È stata sviluppata dal gruppo sudcoreano Naver Corporation e lanciata in Giappone nel 2011 diventando il social network più usato in questo paese.

Quante dating app esistono in Italia? Così tante che si fa fatica a ricordare tutti i nomi a meno che qualcuna non abbia un valore aggiunto che la differenzi dalle altre.

E’ il caso di SpeakMe, un’applicazione nata da appena un mese, innovativa, facile, divertente, che utilizza voci ed immagini per conoscersi davvero. Dimenticate la solita chat: in SpeakMe le parole lasciano spazio alla voce, ai messaggi audio, abbattendo ancora di più la distanza virtuale tra gli utenti. Il potenziale partner ha, per la prima volta in Italia, l’opportunità di collegare volto e voce del possibile contatto.

Utilizzarla è molto semplice:

disponibile sia per i dispositivi IOS che ANDROID, in lingua italiana ed in lingua inglese, una volta scaricata la app, l’utente può registrarsi o tramite il proprio account Facebook, oppure inserendo dati personali minimi e due messaggi vocali nei quali descrive sé stesso. Esattamente ogni tre ore la app fornisce venti nuove possibili corrispondenze.

Cosa emerge di nuovo da questa dating app?

L’autenticità, l’umanità: il primo approccio in chat è freddo, asettico, un audio messaggio rende invece tutto più realistico e meno imbarazzante. Semplicemente con l’uso della voce, SpeakMe avvicina persone che cercano una relazione duratura o una frequentazione senza impegno oppure un’amicizia.

Funzione distintiva è il “messaggio casuale”, classificato come una sorta di gioco: un audio personale che il sistema invierà in autonomia a dieci utenti sparsi nel Paese, un amo nel mare del social dating.

SpeakMe è gratuita nella versione base,

a pagamento in quella premium nella quale è prevista la geo localizzazione anche fino a pochi chilometri di distanza e la visione dei social del possibile contatto.

« Abbiamo lanciato lo scorso dicembre questa innovativa dating app sul mercato » dichiara Andrea Nigi, CEO della SpeakMe Srl «con l’obiettivo di espansione nel tempo in ambito europeo ed extra europeo tramite server dedicati in ogni singolo Paese. L’idea dell’app è nata nell’ottobre del 2017 grazie all’incontro avvenuto per casualità con il nostro socio fondatore Roberto Lombardo, che aveva intenzione di creare un’applicazione dove il coinvolgimento personale fosse elevato, grazie  alla voce. Proprio dal concetto di voce prendiamo il nome SpeakMe e il nostro slogan ” Parliamoci, Ascoltiamoci, Incontriamoci”. I feedback ricevuti finora sono molto positivi soprattutto per la caratteristica vocale che incuriosisce le persone a provarla e capire il timbro di voce degli altri utenti».

Di seguito i video di presentazione pubblicitaria di SpeakMe.

Negli ultimi anni, soprattutto con il boom del digital marketing e del social media marketing, si sente spesso parlare di brand. Letteralmente “nome”, il brand designa la marca, cioè un segno distintivo di un’azienda che indica la notorietà e l’immagine di quest’ultima. Poichè il nome brand è spesso nominato e c’è tanta confusione tra i non addetti ai lavori, facciamo un pò di chiarezza tra le varie nomenclature.

Brand identity

Rappresenta l’insieme degli elementi che determinano il modo in cui l’azienda si vede (e vuole essere vista) dai suoi interlocutori esterni ed interni.

Brand image

Consiste nel modo in cui è vista l’azienda dai suoi interlocutori e stakeholders sulla base della percezione degli utenti nell’esperienza diretta ed indiretta con il brand. Quindi è la percezione effettiva del brand da parte degli utenti.

Brand personality

E’ il modo in cui il brand “parla” e “si comporta”. Il tono di voce che usa con i suoi interlocutori, clienti e potenziali tali.

Brand awareness

Distingue la notorietà del marchio, quindi quanto una marca è famosa e riconoscibile nella mente degli utenti.

Brand promise

E’ la promessa del marchio all’utente. Prima di creare qualsiasi campagna pubblicitaria, l’ufficio marketing di quel brand deve fare un’accurata analisi dello scenario esterno, del mercato che sta andando a colpire, per non rischiare epic fails.

Brand equity

E’ il valore che il marchio aggiunge al brand, cioè è la forza che la marca ha sul mercato, quindi quanto influisce sul comportamento e sugli atteggiamenti dei consumatori.

Brand ambassador

E’ il “portavoce” della marca, colui che la promuove e ne stimola le vendite. Oggigiorno, ai tempi di Intagram, il ruolo dell’ambassador è impersonificato dagli influencer.

Con oltre un miliardo di utenti, Instagram è la piattaforma preferita da tutti i brand che attraverso i social network vogliono farsi conoscere. Oltre 600 milioni di persone scopre nuovi prodotti proprio su Instagram-. Da circa un anno si può anche acquistare su questa piattaforma, con la possibilità da parte dei brand di taggare i prodotti nei post e nelle stories, rendendo così più facile la user experience dell’utente.

La sezione dedicata si chiama Instagram Shopping

ed è diventato un ulteriore motivo di guadagno anche per gli influencer.

Come fare per vendere su Instagram?

  1. Ottenere approvazione da parte di Instagram del profilo business.
  2. Aggiungere una sezione al seguente link : “Acquista in Facebook”
  3. Una volta ottenuta l’approvazione dell’account per lo shopping da parte di Instagram, puoi iniziare ad aggiungere prodotti ai post.

Le ig stories acquistabili

Oltre ai post, esistono anche le storie acquistabili su Instagram. All’interno di ogni storia si può inserire uno sticker prodotto: facendo click su esso, l’utente verrà indirizzato ad una landing page dove potrà vedere altre immagini di prodotti tratte dal catalogo e le caratteristiche dettagliate di ciascun prodotto.

Twitter è un attore fondamentale nel mondo dei social media. La sua caratteristica è la rapidità nel trasmettere il messaggio, in quanto permette la stesura di un post di massimo 280 caratteri, incoraggiando così gli utenti a condividere i contenuti. Ha oltre 320 milioni di utenti attivi in tutto il mondo e conta circa 530 milioni di tweet ogni giorno. Rispetto al gigante Instagram, Twitter non riporta gli stessi numeri di successo, ma rimane comunque un social network molto usato soprattutto in ambito politico ed istituzionale.

Twitter dispone di ottimi strumenti che possono essere di aiuto per il nostro piano di marketing:

1)Liste di Twitter

2)Plug in Social

3)Servizi di geolocalizzazione

4)Elementi multimediali

Liste di Twitter—-> E’ una funzione che consente di segmentare il pubblico ed organizzare i follower in varie liste di account

Plug In Social ——> sarebbero i pulsanti “condividi un link”; “Segui”; “Hashtag”, “Cita”

Servizi di geolocalizzazione —-> consentono agli utenti di aggiungere localizzazioni ai loro tweet, come città o quartieri.

Elementi multimediali —-> Si possono raggiungere ai tweet anche immagini e video.

Come per i post di Facebook, i tweet sono pubblicati dagli account degli utenti e compaiono in ordine cronologico nel News Feed. Anche le pubblicità sono contenute in questo flusso e sono chiamate “tweet sponsorizzati”. Gli utenti possono a loro volta condividere nella loro bacheca i tweet sponsorizzati che appariranno come organici e non spiccheranno subito come contenuti a pagamento.

Molte applicazioni scaricate sul nostro dispositivo mobile potrebbero essere dannose per la protezione dei numerosi dati che il nostro cellulare conserva. Come capire quali sono?

Il primo passo da fare (per chi possiede Android e non I Phone) è scaricare Google Play Protect, quindi:

  • Andare in “impostazioni”
  • Andare in sicurezza e da lì cliccare su “Google Play Protect”

In seguito ad un aggiornamento vuto nel 2017, Google Play Protect è presente in tutti i cellulari con sistema Android.

In caso contrario, è sufficiente con pochi passaggi scaricarlo gratuitamente da Play Store.

Questa funzionalità esegue periodicamente la scansione del cellulare e quando rileva una app dannosa, invia una notifica, disattiva la app fino a quando quest’ultima non è disinstallata ed infine rimuove automaticamente la app.

Il nome tecnico con il quale vengono indicate le app dannose è malware.