What’s up, installata sui dispositivi mobili di oltre due miliardi di utenti, è ad oggi l’applicazione di messaggistica più utilizzata in tutto il mondo. Purtroppo, quanto a sicurezza, lascia un po’ a desiderare. In passato si sono verificati casi di hackeraggio delle conversazioni (come ho spiegato nel post “App di messaggistica: quanto sono al sicuro le nostre conversazioni?”)

Telegram

Molto più sicura di What’s Up è Telegram che nell’arco dell’ultimo anno, ha beneficiato di una crescita numerosa di utenti. Tutte le chat e i gruppi sono cifrati a 365 bit symmetric AES che garantisce un altissimo standard di sicurezza. Telegram inoltre, rispetto a What’s Up, offre una quantità di opzioni maggiore, dalle emoticon alle gif che rendono più interattiva e divertente la conversazione.

Signal

E’ un software open source sviluppato da “Open Whisper System”. Tutti i messaggi inviati non sono memorizzati su un server, ma sono inviati e ricevuti e si spostano da un dispositivo all’altro senza passare per la fase di memorizzazione. Come in Telegram, anche nella app Signal, i messaggi si auto distruggono dopo un certo periodo di tempo.

Confide

Come il termine stesso suggerisce, questa app di messaggistica è strettamente confidenziale. Due sono le opzioni principali: elimina i messaggi che si inviano e ricevono sia dopo un certo periodo di tempo, sia dopo essere stati letti (è l’utente che sceglierà una delle due caratteristiche).

L’aspetto di sicurezza ancora più maniacale è che è necessario passare il dito sul messaggio per visualizzarlo. Quindi solo il proprietario del cellulare potrà leggere il messaggio, grazie appunto al riconoscimento palmare. Quest’ultima caratteristica fa di Confide l’applicazione più sicura di tutte.

Line

Line è l’applicazione di messaggistica che spopola in Asia, molto più di Telegram e di What’s Up. Cripta tutti i messaggi e le chat che si inviano. E’ disponibile su tutti i dispositivi smartphone ed è scaricabile anche sul pc. È stata sviluppata dal gruppo sudcoreano Naver Corporation e lanciata in Giappone nel 2011 diventando il social network più usato in questo paese.

Quante dating app esistono in Italia? Così tante che si fa fatica a ricordare tutti i nomi a meno che qualcuna non abbia un valore aggiunto che la differenzi dalle altre.

E’ il caso di SpeakMe, un’applicazione nata da appena un mese, innovativa, facile, divertente, che utilizza voci ed immagini per conoscersi davvero. Dimenticate la solita chat: in SpeakMe le parole lasciano spazio alla voce, ai messaggi audio, abbattendo ancora di più la distanza virtuale tra gli utenti. Il potenziale partner ha, per la prima volta in Italia, l’opportunità di collegare volto e voce del possibile contatto.

Utilizzarla è molto semplice:

disponibile sia per i dispositivi IOS che ANDROID, in lingua italiana ed in lingua inglese, una volta scaricata la app, l’utente può registrarsi o tramite il proprio account Facebook, oppure inserendo dati personali minimi e due messaggi vocali nei quali descrive sé stesso. Esattamente ogni tre ore la app fornisce venti nuove possibili corrispondenze.

Cosa emerge di nuovo da questa dating app?

L’autenticità, l’umanità: il primo approccio in chat è freddo, asettico, un audio messaggio rende invece tutto più realistico e meno imbarazzante. Semplicemente con l’uso della voce, SpeakMe avvicina persone che cercano una relazione duratura o una frequentazione senza impegno oppure un’amicizia.

Funzione distintiva è il “messaggio casuale”, classificato come una sorta di gioco: un audio personale che il sistema invierà in autonomia a dieci utenti sparsi nel Paese, un amo nel mare del social dating.

SpeakMe è gratuita nella versione base,

a pagamento in quella premium nella quale è prevista la geo localizzazione anche fino a pochi chilometri di distanza e la visione dei social del possibile contatto.

« Abbiamo lanciato lo scorso dicembre questa innovativa dating app sul mercato » dichiara Andrea Nigi, CEO della SpeakMe Srl «con l’obiettivo di espansione nel tempo in ambito europeo ed extra europeo tramite server dedicati in ogni singolo Paese. L’idea dell’app è nata nell’ottobre del 2017 grazie all’incontro avvenuto per casualità con il nostro socio fondatore Roberto Lombardo, che aveva intenzione di creare un’applicazione dove il coinvolgimento personale fosse elevato, grazie  alla voce. Proprio dal concetto di voce prendiamo il nome SpeakMe e il nostro slogan ” Parliamoci, Ascoltiamoci, Incontriamoci”. I feedback ricevuti finora sono molto positivi soprattutto per la caratteristica vocale che incuriosisce le persone a provarla e capire il timbro di voce degli altri utenti».

Di seguito i video di presentazione pubblicitaria di SpeakMe.

Negli ultimi anni, soprattutto con il boom del digital marketing e del social media marketing, si sente spesso parlare di brand. Letteralmente “nome”, il brand designa la marca, cioè un segno distintivo di un’azienda che indica la notorietà e l’immagine di quest’ultima. Poichè il nome brand è spesso nominato e c’è tanta confusione tra i non addetti ai lavori, facciamo un pò di chiarezza tra le varie nomenclature.

Brand identity

Rappresenta l’insieme degli elementi che determinano il modo in cui l’azienda si vede (e vuole essere vista) dai suoi interlocutori esterni ed interni.

Brand image

Consiste nel modo in cui è vista l’azienda dai suoi interlocutori e stakeholders sulla base della percezione degli utenti nell’esperienza diretta ed indiretta con il brand. Quindi è la percezione effettiva del brand da parte degli utenti.

Brand personality

E’ il modo in cui il brand “parla” e “si comporta”. Il tono di voce che usa con i suoi interlocutori, clienti e potenziali tali.

Brand awareness

Distingue la notorietà del marchio, quindi quanto una marca è famosa e riconoscibile nella mente degli utenti.

Brand promise

E’ la promessa del marchio all’utente. Prima di creare qualsiasi campagna pubblicitaria, l’ufficio marketing di quel brand deve fare un’accurata analisi dello scenario esterno, del mercato che sta andando a colpire, per non rischiare epic fails.

Brand equity

E’ il valore che il marchio aggiunge al brand, cioè è la forza che la marca ha sul mercato, quindi quanto influisce sul comportamento e sugli atteggiamenti dei consumatori.

Brand ambassador

E’ il “portavoce” della marca, colui che la promuove e ne stimola le vendite. Oggigiorno, ai tempi di Intagram, il ruolo dell’ambassador è impersonificato dagli influencer.

Con oltre un miliardo di utenti, Instagram è la piattaforma preferita da tutti i brand che attraverso i social network vogliono farsi conoscere. Oltre 600 milioni di persone scopre nuovi prodotti proprio su Instagram-. Da circa un anno si può anche acquistare su questa piattaforma, con la possibilità da parte dei brand di taggare i prodotti nei post e nelle stories, rendendo così più facile la user experience dell’utente.

La sezione dedicata si chiama Instagram Shopping

ed è diventato un ulteriore motivo di guadagno anche per gli influencer.

Come fare per vendere su Instagram?

  1. Ottenere approvazione da parte di Instagram del profilo business.
  2. Aggiungere una sezione al seguente link : “Acquista in Facebook”
  3. Una volta ottenuta l’approvazione dell’account per lo shopping da parte di Instagram, puoi iniziare ad aggiungere prodotti ai post.

Le ig stories acquistabili

Oltre ai post, esistono anche le storie acquistabili su Instagram. All’interno di ogni storia si può inserire uno sticker prodotto: facendo click su esso, l’utente verrà indirizzato ad una landing page dove potrà vedere altre immagini di prodotti tratte dal catalogo e le caratteristiche dettagliate di ciascun prodotto.

Twitter è un attore fondamentale nel mondo dei social media. La sua caratteristica è la rapidità nel trasmettere il messaggio, in quanto permette la stesura di un post di massimo 280 caratteri, incoraggiando così gli utenti a condividere i contenuti. Ha oltre 320 milioni di utenti attivi in tutto il mondo e conta circa 530 milioni di tweet ogni giorno. Rispetto al gigante Instagram, Twitter non riporta gli stessi numeri di successo, ma rimane comunque un social network molto usato soprattutto in ambito politico ed istituzionale.

Twitter dispone di ottimi strumenti che possono essere di aiuto per il nostro piano di marketing:

1)Liste di Twitter

2)Plug in Social

3)Servizi di geolocalizzazione

4)Elementi multimediali

Liste di Twitter—-> E’ una funzione che consente di segmentare il pubblico ed organizzare i follower in varie liste di account

Plug In Social ——> sarebbero i pulsanti “condividi un link”; “Segui”; “Hashtag”, “Cita”

Servizi di geolocalizzazione —-> consentono agli utenti di aggiungere localizzazioni ai loro tweet, come città o quartieri.

Elementi multimediali —-> Si possono raggiungere ai tweet anche immagini e video.

Come per i post di Facebook, i tweet sono pubblicati dagli account degli utenti e compaiono in ordine cronologico nel News Feed. Anche le pubblicità sono contenute in questo flusso e sono chiamate “tweet sponsorizzati”. Gli utenti possono a loro volta condividere nella loro bacheca i tweet sponsorizzati che appariranno come organici e non spiccheranno subito come contenuti a pagamento.

Molte applicazioni scaricate sul nostro dispositivo mobile potrebbero essere dannose per la protezione dei numerosi dati che il nostro cellulare conserva. Come capire quali sono?

Il primo passo da fare (per chi possiede Android e non I Phone) è scaricare Google Play Protect, quindi:

  • Andare in “impostazioni”
  • Andare in sicurezza e da lì cliccare su “Google Play Protect”

In seguito ad un aggiornamento vuto nel 2017, Google Play Protect è presente in tutti i cellulari con sistema Android.

In caso contrario, è sufficiente con pochi passaggi scaricarlo gratuitamente da Play Store.

Questa funzionalità esegue periodicamente la scansione del cellulare e quando rileva una app dannosa, invia una notifica, disattiva la app fino a quando quest’ultima non è disinstallata ed infine rimuove automaticamente la app.

Il nome tecnico con il quale vengono indicate le app dannose è malware.

I più esperti di Internet sapranno che fino ad un po’ di tempo fa esisteva in rete una app per “spiare” conversazioni e messaggi altrui: What s Up Sniffer. Premetto che appropriarsi di conversazioni altrui è un reato punibile dalla legge in quanto viola la privacy ma, soprattutto in una coppia, la curiosità supera la paura in quanto fa tanta gola ficcare il naso nell’oggetto fisicamente più vicino al nostro partner, quella piccola scatoletta nera la cui memoria custodisce vita, morte e miracoli del nostro compagno/a.  Il film “Perfetti Sconosciuti”, diretto da Paolo Genovese ed uscito nelle sale nell’ormai lontano 2016,  è un esempio eclatante di come un piccolissimo oggetto come il cellulare possa far emergere segreti e bugie e mettere a rischio gli equilibri di anni tra le coppie.

Come funzionava What s Up Sniffer

L’applicazione, nata per controllare e spiare le conversazioni what s up su un altro dispositivo che si trova sotto copertura della stessa rete wi fi, era scaricabile sia su Android che su IPhone, e ruba messaggi di testo, foto, file audio e  video senza che il dispositivo della persona spiata subisca conseguenze. Qualche anno fa questa app registrò un boom di download, ma il gioco è bello quando dura poco e (purtroppo per i partner gelosi…) nel 2016 What s Up ha introdotto la crittografia end to end che fa sì che le conversazioni sino leggibili solo sui dispositivi dei due utenti coinvolti, perché vengono crittografate con un sistema a doppia chiave: una pubblica, comune ad entrambi gli utenti, ed una privata per ciascuno di essi.

Nonostante questo, esistono tutt’oggi varie tipologie di programmi di sniffing

che non agiscono sulle applicazioni ma direttamente sul telefono, ad esempio ci sono spyware keylogger  in grado di registrare tutti gli input inseriti tramite la tastiera virtuale del telefono. Inoltre, tutti i messaggi non crittografati come email, commenti o risposte nei forum, possono essere intercettati da app di scansione installate su altri dispositivi connessi alla stessa rete.

Più sicuro, a livello di protezione dei dati, è sicuramente Telegram che propone, oltre alle “chat segrete” anche le “chat a tempo”:

conversazioni che dopo 24 ore si autodistruggono. «E’ un servizio di messaggistica basato sul cloud » (n.d.r trascrivo cio’ che ho trovato scritto nelle FAQ di Telegram) « un’infrastruttura distribuita con i dati ripartiti su più Data Center attorno al globo, controllati da differenti entità legali a loro volta distribuite sotto diverse giurisdizioni. Le relative chiavi di decriptazione sono divise in parti e non sono mai tenute insieme ai dati che proteggono».

Perciò in Telegram i Data Center sono e restano frazionati in ogni parte del mondo e vanno dispersi, senza che nessuno possa leggere i nostri messaggi.

Il rovescio della medaglia è che Telegram ben si presta ad aggregazioni di chat per terroristi, pedofili e male intenzionati di qualsiasi genere.

Perché il marketing digitale è così importante per la conoscenza e lo sviluppo di un business? Ecco di seguito cinque motivi per i quali è importante pubblicizzare su Internet la propria attività, piccola o grande che sia.

  1. Una quantità enorme di persone (dagli adolescenti agli over cinquanta) giornalmente trascorre svariate ore su Internet, rendendo quest’ultimo un enorme aggregatore di attenzioni.
  2.  Il web è ormai alla portata di tutti: per la fruizione di esso basta avere un cellulare, strumento che tutte le persone posseggono, a partire dagli undici/dodici anni.
  3. L’imprenditore ha la possibilità di targettizzare il pubblico al quale vuole far arrivare la pubblicità, raggiungendo utenti che attraverso le parole che digitano nei motori di ricerca, visitano determinati siti mostrando esplicitamente interesse verso un determinato argomento e/o settore (di conseguenza l’imprenditore ha la possibilità di raggiungere utenti interessati a ciò che sta pubblicizzando).
  4. Grazie ai social network che permettono condivisione dei post ed interazione tra gli utenti, l’azienda o l’attività sponsorizzata raggiunge una platea di persone moltiplicata per N contatti.
  5. Misurazione dei risultati della campagna pubblicitaria: grazie agli strumenti di Google Analytics, Facebook Insights, Twitter Analytics, Instagram Insights e Linkedin Insights l’investitore può ricevere in tempo reale un feedback dell’andamento della sua campagna pubblicitaria.

Che tu abbia un blog, un giornale on line, un canale You Tube, è fondamentale concentrarsi sul titolo, rendendolo breve e di effetto affinché esso risulti efficace e convinca in pochi secondi l’utente a cliccare su quel determinato articolo o video e a visualizzarlo.

Le persone oggigiorno hanno poco tempo a disposizione

e quando si trovano davanti ad un contenuto, decidono in una manciata di secondi se cliccare o meno su esso; quindi il titolo si pone come un amo da pesca, come una vetrina pubblicitaria che deve agganciare la persona per proporle poi i contenuti ad hoc. Prima di tutto bisogna tener conto delle tecniche SEO e quindi inserire nel titolo le parole chiave che corrispondono alla query di ricerca dell’utente. E’ poi consigliabile ricorrere alla tecnica dell’enumerazione (esempio: cinque motivi per, dieci ragioni per, i dieci atteggiamenti più amati da, le sei fasi per, ecc ecc).

Nel titolo bisogna concentrare in poche parole

il focus dell’articolo, del post, del video, rispettando, se è possibile, le tecniche search engine optimization.

Facciamo un esempio pratico.

Poniamo il caso che io scriva per un blog di architettura ed arredamento interni. Devo scrivere un post inerente le tecniche per arredare l’ingresso di casa.

Potrei intitolarlo:

  1. “Un ingresso di casa da far invidia: i modi per arredarlo”.
  2. “Arredare l’ingresso di casa non è mai stato così semplice”.
  3. “Consigli per arredare l’ingresso di casa”.

Invece, il miglior titolo è proprio quello più semplice che è sotto l’occhio di tutti e cioè:

  • “Come arredare l’ingresso di casa”.

Quest’ultimo contiene in sé la parola chiave utilissima per la seo, è infine breve, chiaro, semplice ed efficace .

In una fase storica in cui l’inquinamento ambientale la fa da padrona, creare un oggetto innovativo ed utile ad impatto ambientale zero è un’idea geniale. Il merito va a Fabrizio Crescentini, artigiano, ceramista romagnolo che nell’anno 2017 ha unito la necessità di poter ascoltare la musica dallo smartphone in ampi spazi (il volume è aumentato fino a 20DB), con il rispetto per l’ambiente. Infatti lo Scaramaz (questo il nome) è un oggetto senza fili, senza batterie, senza connessioni wi fi, naturale al 100%. Ha ottenuto nel 2018 il brevetto europeo del design. La tecnica usata è quella del colaggio, nella quale si può modellare e cambiare la forma dell’argilla. Anche nella lavorazione dell’amplificatore, Fabrizio Crescentini è attento all’ambiente, in quanto lo Scaramaz viene cotto in forni elettrici alimentati da pannelli fotovoltaici, nel laboratorio di Coriano, in provincia di Rimini.

«L’Idea dello Scaramaz mi è nata quasi per gioco» afferma Fabrizio Crescentini 

 «Per ascoltare la mia musica preferita dal cellulare e poi….in circa due anni è diventato un progetto! Completamente realizzati a mano ad uno ad uno, e quindi 100% Made in Romagna….no, correggo, 100% Made in Italy, la collezione Scaramaz oggi conta più di 30 modelli diversi, per colori e finiture.  Lo puoi scegliere del tuo colore preferito: in bianco, in nero, grigio, turchese, blu, rosso, giallo, nero opaco, tortora oppure verde.  Non serve nessun cavo, nessun tipo di batteria o alimentazione elettrica, per alzare il volume del tuo cellulare fino a 20 decibel. Pertanto, in casa, in campagna o al mare… musica libera nell’aria con questo magnifico manufatto.  Lo Scaramaz è originale non solo per design e decorazioni, ma è anche un regalo originale. Perfetto per ogni occasione: compleanno, Natale, eventi particolari, bomboniera matrimonio o promozione aziendale personalizzata. Molti dei nostri clienti, hanno iniziato a collezionarli e si divertono a regalarli, lasciando i loro amici a bocca aperta ogni volta. Con Scaramaz, non sbagli mai: è divertente, ma anche raffinato ed elegante, sempre confezionato nella sua splendida Scaramaz Box!  A conferire grande prestigio a questo manufatto è la sua lavorazione 100% artigianale. Qualsiasi difformità, non è da considerarsi difetto, ma “pregio del manufatto” in quanto lo rendono originale ed esclusivo».

In soli due anni la crescita dello Scaramaz è stata esponenziale: non solo gli acquisti on line (ci sono acquirenti persino dal Giappone) ma anche vendite nei negozi. I punti vendita rivenditori sono sparsi in tutta Italia dal Nord al Sud, dal Veneto alla Sicilia.

Per vedere tutti i punti vendita e per maggiori informazioni sull’amplificatore Scaramaz e le sue declinazioni in numerosi colori, visitate il sito www.scaramaz.com, la pagina Facebook “Scaramaz”, e l’account instagram “Scaramaz_amplificatore“.

E’ammessa la tipologia di pagamento con Paypal, MasterCard, Visa, American Express e la spedizione avviene in pochi giorni.