Instagram è una vetrina fantastica per scoprire gli ultimi trend e i prodotti del momento. Quello che non tutti sanno è che oggi anche i bambini possono essere degli ottimi influencer, soprattutto per via della loro tenerezza e spontaneità. Nonostante i limiti d’età previsti dalle piattaforme online, su Instagram, YouTube e gli altri social network è presente un gran numero di bambini.
Questo fenomeno prende il nome di Kids influencer marketing.

I dati del settore sono incredibili: il Kids Digital Avertising Report di PwC già nel 2017 affermava che il mercato pubblicitario rivolto ad un target infantile aumenta ogni anno del 25%, e il rapporto 2019 stima che entro il 2021 il mercato globale della pubblicità digitale per bambini avrà un valore di 1,7 miliardi di dollari.

Studi e ricerche di settore affermano che il 12% dei bambini si fida maggiormente di influencer conosciuti in rete. Il target delle piattaforme più famose (come Instagram e YouTube) è composto sempre più da schiere di giovanissimi che vogliono essere guidati dai loro coetanei, nella moda come in altri settori come l’alimentazione, i giocattoli e i videogame.

I brand che utilizzano strategie di marketing con baby e kids influencer si sono adattati alla nuova audience dei più piccoli, ad esempio da alcuni anni Heinz e altre importanti aziende stanno cercando di sfruttare le potenzialità di questa strategia nel settore alimentare. Del resto da sempre i bambini influenzano i genitori nella scelta dei cibi, e se prima questo avveniva attraverso la televisione, oggi lo strumento prediletto sono diventati i social network.

I baby influencer mondiali

Pubblicità di vestiti e accessori, recensioni di giocattoli, tutorial… Proprio come gli influencer adulti, anche molti bambini, spinti dai loro genitori, sono riusciti a ritagliarsi un loro spazio sui social e, tra foto, video e storie, hanno raggiunto un numero di followers tale da diventare delle vere piccole star del web. Di seguito alcuni dei più famosi kids influencer americani e di tutto il mondo.

Le gemelle Clements

Le gemelle Ava Marie e Leah Rose Clements oggi hanno 10 anni e su Instagram hanno già 1,2 milioni di followers. Nate nel 2010 in California, la madre le ha trasformate in piccole dive dall’età di 7 anni.

Coco Pink Princess

Dal Giappone arriva invece la storia di Coco Pink Princess, che a soli 9 anni ha quasi 700 mila follower che la seguono su Instagram. I genitori hanno un negozio vintage nel centro di Tokyo e la piccola si è innamorata della moda già alla tenera età di 2 anni. Oggi Coco posa per le migliori case di moda (e ha dichiarato che la sua preferita è Gucci).

Ryan’s World

Ryan Kaji è un bambino texano di 8 anni che pubblica video su YouTube in cui recensisce giocattoli. Oggi il suo canale “Ryan’s World” vanta quasi 19 milioni di iscritti e alcuni dei suoi video raggiungono gli 800 milioni di visualizzazioni!

Nonostante la giovane età Ryan sa come tenere incollati allo schermo i bambini di tutto il mondo, ed è anche entrato nel Guinness World Records “Kids” come “canale più visto dai millennials”.

Emily Cozmiuc

Emily Cozmiuc è una bambina di 6 anni di origine rumene che vive a Londra con i genitori. Il suo canale YouTube “Emily Tube” conta 9,6 milioni di iscritti. Emily realizza video divertenti in cui gioca con i suoi giocattoli, insegna ai bambini a colorare e a fare shopping. La Disney l’ha scelta per sponsorizzare un viaggio ispirato alle principesse.

Leone “Ferragnez” Lucia

Per quanto riguarda l’Italia, non possiamo non citare Leone Lucia. Il figlio di Fedez e Chiara Ferragni era già famoso ancora prima di venire al mondo: dalle foto della mamma in dolce attesa a quelle del parto, dal primo allattamento al cambio del pannolino fino ai primi mesi di vita, sull’Instagram dei Ferragnez abbondano i post che lo ritraggono. C’è però da sottolineare che piu’ di una volta sia Chiara che Fedez hanno specificato che per le foto che ritraggono il figlio con capi e accessori di abbigliamento non percepiscono assolutamente denaro. Ci sarà comunque da scommettere che anche Leone presto avrà un profilo tutto suo.

La questione della privacy

E per quanto riguarda la privacy? I baby influencer non sono tutelati come i loro coetanei del mondo della del cinema e della TV: spesso la privacy online sui bambini necessita di un avvocato per essere rispettata, anche se in moltissimi casi sono gli stessi influencer a mostrare i propri figli in post sponsorizzati per un target adulto e non per un pubblico giovane, cosa che può comportare dei rischi. 

In America, dove il fenomeno dei kids influencer ha già dimensioni consistenti, si invitano aziende e brand che vogliano ricorrere a questa strategia di marketing ad assicurarsi che siano rispettate alcune normative ad hoc, come il COPPA (Children’s Online Privacy Protection Act).

In linea generale il consiglio è di essere sempre trasparenti sul web: utilizzare opportunamente gli hashtag #adv o #sponsored per indicare un contenuto sponsorizzato o realizzato in partnership con un brand è già uno strumento efficace per tutelare tutti i soggetti coinvolti.

Scritto da Antonino Neri, giornalista free lance e social media manager → Linkedin Account (www.linkedin.com/in/ninoneri)

Il marketing digitale ha assunto oggigiorno dimensioni sempre più importanti. Dall’ottimizzazione per i motori di ricerca – dalla SEO al pay per click – e dall’e mail marketing agli annunci su Facebook, tutto ormai è incentrato sulle campagne digitalizzate.  Ogni imprenditore dovrebbe rendere il marketing digitale parte integrante della propria attività. E’ necessario dunque lasciare un’impronta digitale.

Nell’ottica del digital marketing, cosa sono le keywords?

Le keywords (in italiano parole chiave) sono parole o frasi che le persone digitano nei motori di ricerca, ricevendo come risultato link ai siti internet i cui contenuti presentano le keywords ricercate.

Nonostante negli ultimi anni gli esperti di digital marketing hanno iniziato a credere che l’uso delle parole chiave abbia perso la sua importanza, queste ultime sono invece il fulcro della sponsorizzazione della propria attività.

Quando l’utente x scrive nel motore di ricerca “negozi di abbigliamento a roma centro” sta esprimendo uno specifico desiderio al quale il marketing può dare risposta immediata, nell’auspicio che si traduca in reale acquisto di abbigliamento.

Quindi le keywords rappresentano uno strumento intelligente per creare contenuti intorno a concetti e idee che potrebbero interessare il pubblico di destinazione e potenziali clienti.

Per far apparire un’attività imprenditoriale nella SERP di Google, bisogna utilizzare le parole chiave che i clienti digitano

frequentemente per cercare prodotti o servizi correlati alla nicchia di riferimento verso la quale attirare i clienti.   Ne consegue che la tecnica del Seo Copywriting è davvero fondamentale per il content marketing.

Regole da rispettare quando si crea il contenuto delle parole chiave

Queste ultime sono parte integrante di una strategia di marketing digitale. I marketer devono capire che ci sono regole da seguire per evitare che cia un ban dei contenuti.

La prima regola è, ovviamente, di non abusare delle keywords in quanto gli algoritmi dei motori di ricerca sono intelligenti ed hanno la capacità di rilevare se vi è un abuso. Un decennio fa, ad esempio, gli esperti Seo facevano un uso eccessivo di keywords , ottendendo una penalizzazione nella comparsa dell’articolo nella pagina principale di Google.

Un’app per visualizzare tutti gli spostamenti di chi ha contratto il Covid-19, quindi per tracciare il virus e tenerlo sotto controllo. Si chiama “Immuni” ed è stata realizzata dal Centro medico Santagostino (una rete di poliambulatori specializzati in telemedicina) in collaborazione con l’azienda di applicazioni Bending Spoons, la società di marketing digitale Jakala, GeoUniq (specializzata in localizzazione) e con il supporto dell’avvocato Giuseppe Vaciago, esperto di privacy.

Dopo aver partecipato a un bando pubblico, giovedì 16 aprile Bending Spoons ha firmato il contratto con cui cede gratuitamente il software dell’app allo Stato italiano. La società ha infatti dichiarato di farlo “esclusivamente per spirito di solidarietà” con il solo obiettivo di fornire un contributo utile a fronteggiare l’emergenza sanitaria. Bending Spoons si è detta anche disponibile a completare gli sviluppi informatici necessari alla messa in esercizio del sistema nazionale di contact tracing digitale.

Cos’è Immuni

L’app Immuni è gratuita, anonima e senza geolocalizzazione. È stata ritenuta la più idonea poiché in grado di contribuire tempestivamente all’azione di contrasto del virus e per le garanzie che offre per il rispetto della privacy. Per il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri, che ha firmato il contratto di concessione gratuita della licenza d’uso sul software, “l’app sarà un elemento importante nella gestione della fase successiva dell’emergenza”.

La sperimentazione avverrà in alcune Regioni pilota e potrebbe poi essere estesa, ma su base volontaria. Per ragioni di privacy al momento è stato deciso di non inserire in Immuni la geolocalizzazione, che potrebbe arrivare in seguito, previa autorizzazione dei singoli individui.

Come funziona Immuni

L’app funziona attraverso il Bluetooth, che rileva il contatto. Come sappiamo le connessioni Bluetooth hanno una portata massima di 10 metri, una distanza più che sufficiente in base alle attuali norme di distanziamento sociale.

Come ha spiegato in un’intervista al Corriere della Sera l’amministratore delegato del Centro medico Santagostino, Luca Foresti, “una volta scaricata sul cellulare, permette di sapere se nelle settimane precedenti siamo entrati a contatto con una persona positiva al Covid-19 e quindi se siamo a rischio contagio”.

L’app ha inoltre un diario clinico che monitora gli eventuali sintomi per l’individuazione precoce delle infezioni: gli utenti possono comunicare in modo anonimo se hanno tosse, raffreddore, perdita dell’olfatto etc. Questi dati consentono di prevedere se ci sono delle zone in cui si sta diffondendo il contagio e di fare test mirati sulle comunità con maggiore probabilità di essere infette. I dati possono essere anche aggiornati, per verificare un eventuale peggioramento delle condizioni di salute delle persone.

Sui dati raccolti Foresti ha spiegato che sarà il governo a decidere come utilizzarli: “potranno essere conservati solo sul telefono oppure su server che indicheranno le istituzioni”.

Scritto da Antonino Neri, giornalista free lance e social media manager → (Linkedin Account)

L’amore naviga on line, anzi via App. Anche oltreoceano: ecco le app di dating più scaricate in America, (ma non solo, le più note sono davvero internazionali) da usare in caso di viaggi da single!

1 Happn (free, iOS and Android)

Happn consente di trovare le persone attraverso il monitoraggio GPS , il che significa che è possibile connettersi con altri single intorno a te in un raggio di 250 metri. Se il “colpo di fulmine” è reciproco, inizia la conversazione…

2 Grouper (free, iOS)

L’idea di un primo appuntamento a due è imbarazzante? Lasciate che Grouper organizzi drink o una cena, con due dei tuoi amici a “carico” per il supporto morale.

3 The Inner Circle (free, iOS and Android)

Questa app ha debuttato ad Amsterdam nel 2012 , e da allora è arrivata a Milano, Barcellona, Parigi , Stoccolma e Londra. Da usare per trovare single compatibili con voi, da incontrare in occasioni di eventi e social party a tema organizzati in città.

4 Clover (free, iOS)

Clover ha preso le migliori qualità da Partita, Plenty of Fish, Zoosk e OK Cupido e le ha messe insieme in un unica app. Filtra le segnalazioni per sfruttare al meglio ogni incontro on-demand: basta impostare un tempo e luogo per la data e lasciare che l’applicazione trovi una corrispondenza adatta a voi.

5. Bumble (free, iOS and Android)

Bumble è stato elogiato per essere uno dei più user-friendly di dating app. Il principale punto di differenza? Tocca al gentil sesso fare la prima mossa: ma il tutto ha una scadenza: il collegamento deve essere effettuato entro 24 ore.

6. Tickr (fee, iOS and Android)

A chi non basta una foto del profilo per decidersi a contattare una persona on line, può provare Tickr: richiede un video di 30 secondi da caricare per cercare l’anima gemella via app.

7 Tastebuds (free, iOS)

Per assicurarvi che il partner abbia qualcosa in comune con voi, potete condividere la vostra libreria musicale tramite Tastebuds. Dovrete compilare un questionario prima di iscrivervi con le vostre canzoni preferite, poi verrete abbinati ad utenti che hanno caratteristiche simili alle vostre secondo i gusti musicali.

8. Plenty of Fish (free, iOS and Android)

Uno dei più grandi data base dedicato agli incontri online (oltre 90 milioni di utenti) , PoF è amato perché consente ai membri iscritti di sfogliare più profili e avviare conversazioni gratuitamente. Da utilizzare lo strumento di ricerca avanzata per restringere la scelta a partire da qualsiasi cosa, da colore dei capelli a voci come ‘indolenza’…

9. Hinge (free, iOS and Android)

Se siete alla ricerca di una app di cui ci si può fidare, dovete provare Hinge: si collega con profili che hanno “corrispondenze” tramite Facebook . Ultimo suggerimento: il tipo di lavoro e l’istruzione sono dati importanti e rilevanti per gli utenti di questa app, quindi controlla queste impostazioni anche sul tuo profilo.

10. Ok Cupid (free, iOS and Android)

Una delle prime app a tema dating con una reputazione notevole per facilità di utilizzo e affidabilità . Una volta impostato un profilo, e fatti i vari abbinamenti tramite interessi comuni, si riceve una notifica quando qualcuno guarda la tua pagina, il che può risultare un po’ troppo invadente per qualcuno

Video, video, video. Non importa chi sei o di cosa ti occupi, oggi per farti notare online uno degli strumenti più efficaci è realizzare un video. Possibilmente breve.

I cosiddetti “short-form videos” sono infatti i filmati che sul web riscuotono maggiore successo: si tratta di  video di non più di 10 minuti di lunghezza che gli utenti apprezzano molto per diversi fattori, tra cui appunto la loro breve durata, che li rende perfetti per essere visualizzati nei pochi momenti liberi che riusciamo a ritagliarci all’interno della nostra frenetica vita quotidiana.

I video brevi sono quelli che generalmente vediamo quando scorriamo il feed di Facebook o Instagram. Ti ricordiamo inoltre che alcuni social network ammettono la pubblicazione di video molto brevi, ad esempio su Instagram il limite è di appena 15 secondi.

Bene, dopo averti accennato ai motivi per cui è molto utile pubblicare dei video sul tuo sito web o profilo social, di seguito scoprirai quali sono i formati che attualmente vanno per la maggiore.

1. Video tutorial su prodotti

Mostrare il tuo prodotto o servizio in un breve video per i social è forse il modo più semplice per entrare nel mondo dello short-video marketing. Questa tipologia di video non ti richiederà molta creatività, poiché ciò che gli utenti si aspettano è capire come usare il tuo prodotto o servizio, e che glielo spieghi nel modo più semplice possibile.

Un esempio su tutti? Il team di Delish (un sito di ricette gestito da ragazzi americani che in pochissimi anni ha riscosso un enorme successo) nel 2017 ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un video con la ricetta del Jingle Juice (un tipo di punch) che è stato visto da oltre 14 milioni di utenti! La durata del video? Appena 58 secondi.

2. Metti in mostra il tuo talento

Un secondo tipo di video brevi molto apprezzati sul web sono quelli in cui mostriamo agli altri quello che sappiamo fare meglio. Scegli quindi un aspetto della tua vita (lavorativa o privata) in cui pensi di rendere molto bene e mostra il tuo talento in un video. Sei il titolare di una piccola agenzia web? Riprendi il tuo grafico mentre lavora ad un progetto: se è in gamba, vedrai che il tuo filmato otterrà dei buoni risultati online.

3. Trailer di un nuovo prodotto o servizio

Hai presente le pubblicità di Apple sui nuovi iPhone in uscita? Se ci pensi non sono nulla di straordinario, in fondo sono solo brevissimi video sul nuovo modello di uno smartphone. Eppure ogni anno gli utenti, quando vedono quegli spot, spalancano gli occhi e mostrano evidenti segni di eccitazione. Il motivo è molto semplice: i video su un nuovo prodotto o servizio funzionano perché generano curiosità e attesa negli utenti, che non vedono l’ora di poter provare la novità in arrivo.

4. Video “dietro le quinte”

Le persone sono curiose per natura. Hai qualcosa di interessante “dietro le quinte”? Mostralo al tuo pubblico. Fai vedere ai tuoi utenti o clienti che il tuo team è umano: riprendi alcuni momenti di una riunione, un brindisi di compleanno e qualsiasi altro aspetto del tuo lavoro o della tua vita pensi possa essere apprezzato. Nei video sui social è fondamentale essere autentici: chi ti guarda deve capire che dietro lo schermo del suo dispositivo c’è una persona in carne ed ossa… dimostraglielo!

5. Video FAQ

Nella tua casella email di lavoro arrivano molte domande? Rispondi a queste FAQ in un video, è un altro metodo molto semplice ed efficace per sfruttare al meglio gli short-form video. Stila una lista di 5-10 domande a cui sai che i tuoi utenti vorrebbero una risposta e realizza dei mini video di 30-60“ in cui rispondi ad ognuna di esse.

6. I trucchi di un prodotto o servizio

Se la tua azienda offre un prodotto o servizio che può essere utilizzato in modi diversi, un “hacking video” (cioè un video che mostri “i trucchi”, gli aspetti nascosti) è perfetto per i social media. Riunisciti con i tuoi colleghi e pensate a come “riqualificare” uno dei vostri prodotti o servizi: spesso gli utenti non hanno la minima idea di tutte le caratteristiche e le funzioni presenti in un prodotto… è giunto il momento di mostragliele!

7. Contenuti realizzati dal tuo team

Un ottimo metodo per rendere le comunicazioni interne più piacevoli per i tuoi dipendenti o collaboratori è coinvolgerli nella loro produzione. Fai raccontare al tuo team cosa accade oggi in azienda, usa le loro diverse voci e i loro stili per ottenere dei messaggi ancora più diretti e originali. E ricorda che, così facendo, molto probabilmente i membri del tuo team saranno i primi a condividere i loro video, e ciò per te si tradurrà in un pubblico più vasto e quindi, potenzialmente, anche in nuovi clienti.

Scritto da Antonino Neri, giornalista freelance e web editor

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In tempo di quarantena, una delle migliori attività a cui può dedicarsi chi ha un giardino, un orto o numerose piante fuori ai balconi è quella del giardinaggio. Questo periodo che tutta Italia sta vivendo è un’occasione per chi ha sempre voluto rifare l’area green di casa propria ma sentiva di non avere nè il tempo nè il pollice verde.

Ancora una volta accorre in nostro aiuto la tecnologia che grazie al web e a numerose applicazioni rende estremamente facile la “rinascita” del pollice verde. Scriverò di seguito le applicazioni da scaricare gratuitamente sul cellulare per diventare un “giardiniere provetto”.

1 . GARDEN TAGS ——> Non è solo una app, ma un social network per chi ha pollice verde e vuole condividere la sua passione con tante altre persone sparse in tutto il mondo. Disponibile sia su App Store che su Google Paly Store, è facile ed intuitiva da utilizzare: dal profilo personale sarà possibile caricare foto del proprio giardino, vedere i giardini degli altri, e trovare ispirazione per migliorare il proprio o ricevere consigli su cosa piantare o come curare fiori e piante attaccate dai vari parassiti.

2. SMART PLANT——-> Con questa app, basta caricare la foto di una pianta (vista per strada, in un parco, o nel giardino del vicino) per ottenere in tempo reale informazioni sulla tipologia di pianta, sulla sua coltivazione e cura. Smart Plant dà anche possibilità di entrare in contatto con esperti di tutto il mondo pronti a fornirci i loro utili consigli.

3 POLLICE VERDE: ORTO ——-> Disponibile solo per dispositivi Android; software completo, una enciclopedia tascabile dove si trovano: piante da orto, piante da frutto, erbe aromatiche e attrezzi da usare per il giardinaggio. Grazie alle “schede prodotto” sarà possibile ricevere tutte le informazioni che si necessitano: dal periodo di semina ai tempi di crescita, la concimatura, l’innaffiamento e possibili parassiti che potrebbero metterne a rischio la vita.

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4 WATERBUG ——–> E’ un’applicazione molto semplice che ci avvisa quando dobbiamo innaffiare le piante per evitare che si secchino. Come funziona? Si scatta la foto della pianta e la si carica sull’applicazione . Waterbug riconoscerà di che pianta si tratta e creerà un piano di irrigazione specifico. Inoltre, per ogni pianta, l’applicazione fornisce una scheda descrittiva ed informativa.

5 FRUTTA E VERDURA DI STAGIONE ——> Questa applicazione, disponibile sia gratis sia ad € 1,21 se si vogliono rimuovere i banner pubblicitari, è utile non solo per chi ha il pollice verde, ma anche per gli amanti della sana alimentazione. La app propone la frutta e la verdura di stagione, indicando una breve descrizione e i mesi in cui sarebbe meglio mangiarli.

E’ il quarto giorno di isolamento sull’intero territorio italiano e già da due giorni è boom di aperiwhat’s up.

Se l’emergenza Covid 19 (più comunemente conosciuta come Corona virus) costringe gli italiani alla clausura, nulla può porre freni alla creatività e alla giovialità tipica del popolo italiano ed ecco che insieme alle video conference lavorative prendono forma le video chiamate simultanee tra amici per bere “insieme” birra o analcolici mentre si chiacchiera e ci si conforta a vicenda in questo periodo così angosciante.

«La videochiamata con le mie amiche è uno dei momenti migliori della giornata» afferma Valentina che in direct mi ha lasciato la sua testimonianza.

«Ho riscoperto, stando in casa, l’importanza della tecnologia. Il caffè con le amiche era un must per me fino alla scorsa settimana . Da tre giorni a questa parte quel momento è stato sostituito dalla video chiamata what’s up. Certo, non è la stessa cosa del contatto fisico, nulla può sostituire un abbraccio, ma si può comunque continuare a sorridere e a scherzare anche attraverso lo schermo del telefono».

Bellissima iniziativa è firmata Come Home, la start up leader nel settore organizzazione eventi home made che gestisce feste, cene, aperitivi e brunch nelle case delle persone e che in questi giorni si è reinventata facendo ancora una volta leva sul digitale.

Il motto Come Home è diventato Stay Home…but not alone: gli eventi nel mondo off line si sono spostati on line. Ogni giorno c’è una seduta di fitness, un aperitivo, un gioco di gruppo, una seduta di reiki o di yoga, una lezione di cucina che aspetta i numerosi “come homers” che si accreditano e che con un semplice link potranno accedere agli eventi virtuali.

Ad aggiornarsi con il nuovo decreto ministeriale è – come potrebbe mai rimanerne fuori?! – il mondo di Instagram: i maggiori influencers ed anche i mini influencers o gli instagrammer (ossia chi di followers ne ha meno di 20.000 ) danno un appuntamento quotidiano ai loro followers per le dirette instagram allo scopo di intrattenere gli utenti e “alleggerire” l’atmosfera pesante causata dal dilagare del corona virus.

L’e book è uno strumento ottimo per il personal branding, per far conoscere il proprio lavoro ed il proprio potenziale agli utenti del web, un modo per affermarsi come esperto del settore e per ottenere più contatti.

Come si scrive un e book? Di seguito alcuni brevi ma importanti passaggi:

1 . Scegliere il target di destinazione dell’e book; studiare i bisogni, i desideri, lo stile di vita delle persone a cui si vuole vendere il libro.

2. Trattare argomenti convincenti che rispondano alle domande dei lettori: il focus deve essere chiaro fin da subito; se già dall’abstract i lettori non capiscono bene di cosa tratta il libro, non l’acquisteranno e passeranno oltre. Ricordate che il web è pieno (ormai saturo) di contenuti e bisogna essere rapidi, chiari, concisi ed originali se si vuole far largo tra la concorrenza.

3. Dividere il libro per capitoli in modo semplice e chiaro. L’e book, così come il libro tradizionale cartaceo, ha bisogno di essere suddiviso in:

  • indice
  • introduzione
  • elenco di ogni argomento principale che si desidera trattare
  • breve descrizione di ciascuno degli argomenti secondari
  • conclusione

Tutto questo proprio per fornire ai lettori un prospetto chiaro ed efficace dei contenuti da fruire.

4. Il titolo. Come per gli articoli giornalistici e per i post dei blog, anche per un e book è fondamentale il titolo che serve a catturare l’attenzione ed a convincere l’utente ad acquistarlo. Il titolo è il biglietto da visita dell’e book ed un consiglio che sento di dare è di effettuare sul web una ricerca delle parole chiave nel settore di cui si scrive ed impostare il titolo del libro proprio sulle key words più ricercate.

5. Stesura manoscritto e correzione bozza. Dopo la stesura del manoscritto (che raccomando di “spalmare” in massimo 150 pagine, per rendere la lettura fruibile e rapida e non annoiare il lettore), c’è la fase delicatissima della correzione delle bozze. La fase di editing va fatta a più occhi, quindi dopo aver riletto il manoscritto almeno due volte, consiglio di consegnarlo ad un’altra persona del settore e poi ad un’altra ancora, in modo che vengano stanati tutti gli errori.

6. Promozione. La fase di sponsorizzazione dell’e book è la più importante. Hai fatto una gran fatica a raccogliere il materiale, fare ricerche, scrivere il libro ed editarlo, ora non vorrai mica tenerlo “nascosto” e farlo leggere solo ad amici e parenti? Il social media marketing ed il digital marketing sono due validi strumenti per far conoscere quanto più possibile il tuo e book. Quindi bisogna impostare una strategia pubblicitaria basata su banner google ads, banner fb, instagram e linkedin ads ed ingaggiare content creator che nei loro account social sponsorizzino il tuo libro.

Ciò che si fa su Tik Tok, rimane su Tik Tok…e nelle “collab house”. Cos’è questo strano termine? Collab House, letteralmente collaboration houses, è una spaziosa casa (spesso una villa) dove i vari content creator vivono e lavorano h24, una specie di Grande Fratello nel mondo digitale. Il fenomeno è nato negli Stati Uniti e ci sono tutte le basi affinché si sviluppi presto anche in Europa. I “coinquilini” soni per lo più adolescenti, o poco più grandi, vantano milioni di followers su Tik Tok e ogni giorno fanno un brain storming per decidere che contenuto postare, come editare i video, chi fa questo o quel balletto, chi sarà l’addetto alle riprese e chi invece sarà dietro la videocamera del cellulare. Ci si aiuta a vicenda nella progettazione e nella creazione di contenuti creativi.

Le case in America prese in affitto dai Tik Tokers rispondono tassativamente ai seguenti requisiti:

  • Spaziose
  • Ristrutturate e da un design moderno (perché è così che deve risultare il set dove registrare video)
  • Mantenute sempre in uno stato di ordine e pulizia

Con i social media (in modo particolare Instagram e Tik Tok) di privacy ne rimane ben poca; anzi, più un content creator mostra la sua vita privata, più successo riscontra.

Il vivere in gruppo alimenta la violazione della privacy (lascio ai lettori la sentenza se questa sia una cosa positiva o negativa) perché ogni creator compare su più account Tik Tok, accattivandosi così molta visibilità ed un notevole scambio di followers.

Vedremo se in Europa, e in modo particolare in Italia, le collaboration houses riscontreranno lo stesso successo che stanno avendo negli States.

Da appena due mesi è trascorso l’anno 2019 che ha visto un gran fermento di idee innovative nel settore del digital marketing e social media marketing. Ho stilato di seguito una lista delle app (disponibili in linea di massima sia per il sistema IOS che per il sistema ANDROID ) più originali o utili non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per gli utenti web che ogni giorno si interfacciano con tablet, pc, smartphone.

FLOW DI MOLESKINE—> offre un block notes a scorrimento continuo per scrivere e disegnare su un I Pad, insieme a gesti personalizzabili per la cancellazione, la selezione ecc (per sistemi Ios)

TIMELESS –> puoi sostituire l’orologio sul MAC con un’approssimazione dell’intervallo di tempo. Invece di vedere 11: 14 , l’app può mostrare un orologio analogico con le ore 10.00 / 12.00 evidenziate. (per sistemi IOS E MAC)

In questo modo si è meno ansiosi del tempo.

POST IT COLORATI E ANIMATI  —-> dimentica i vecchi post it color giallo acquistati dalla cartoleria sottocasa! Con “post it” puoi crearli in maniera animata e personalizzarli con GIF e colori che più ti piacciono (disponibile per IOS e ANDROID)

APPY WEATHER —->  mette a disposizione sulla schermata del tuo smartphone schede dettagliate sul meteo, dalla data odierna fino alla settimana successiva arricchite da GIF animate (disponibile su ANDROID)

ENLIGHT PIXALOOP —-> Aggiunge effetti animati alla foto: fa sembrare che il mare si stia muovendo, la pioggia o la neve che cade a terra, le micce di fuoco che si muovono, il legno che arde e così via (disponibile per IOS e ANDROID)

QUILT (disponibile per IOS) —- > crea comunità per le donne tramite forum di conversazione. Le community sono geolocalizzate, in modo che le loro componenti possono essere liberi di incontrarsi anche nella sfera off line.

TONIC —- > Disponibile per il sistema IOS, è la app delle notizie giornalistiche più in voga della giornata: dalla politica all’attualità, dal gossip alla cronaca rosa.

ADOBE FRESCO —– > App adattissima a chi è appassionato di grafica, design e pittura. E’ un tool che mette a disposizione numerose opzioni per disegnare, proprio come se si stesse disegnando su tela.

Lascio di seguito un video di presentazione di ADOBE FRESCO, in quanto le immagini sono molto più di effetto che delle parole.