Instagram è una vetrina fantastica per scoprire gli ultimi trend e i prodotti del momento. Quello che non tutti sanno è che oggi anche i bambini possono essere degli ottimi influencer, soprattutto per via della loro tenerezza e spontaneità. Nonostante i limiti d’età previsti dalle piattaforme online, su Instagram, YouTube e gli altri social network è presente un gran numero di bambini.
Questo fenomeno prende il nome di Kids influencer marketing.

I dati del settore sono incredibili: il Kids Digital Avertising Report di PwC già nel 2017 affermava che il mercato pubblicitario rivolto ad un target infantile aumenta ogni anno del 25%, e il rapporto 2019 stima che entro il 2021 il mercato globale della pubblicità digitale per bambini avrà un valore di 1,7 miliardi di dollari.

Studi e ricerche di settore affermano che il 12% dei bambini si fida maggiormente di influencer conosciuti in rete. Il target delle piattaforme più famose (come Instagram e YouTube) è composto sempre più da schiere di giovanissimi che vogliono essere guidati dai loro coetanei, nella moda come in altri settori come l’alimentazione, i giocattoli e i videogame.

I brand che utilizzano strategie di marketing con baby e kids influencer si sono adattati alla nuova audience dei più piccoli, ad esempio da alcuni anni Heinz e altre importanti aziende stanno cercando di sfruttare le potenzialità di questa strategia nel settore alimentare. Del resto da sempre i bambini influenzano i genitori nella scelta dei cibi, e se prima questo avveniva attraverso la televisione, oggi lo strumento prediletto sono diventati i social network.

I baby influencer mondiali

Pubblicità di vestiti e accessori, recensioni di giocattoli, tutorial… Proprio come gli influencer adulti, anche molti bambini, spinti dai loro genitori, sono riusciti a ritagliarsi un loro spazio sui social e, tra foto, video e storie, hanno raggiunto un numero di followers tale da diventare delle vere piccole star del web. Di seguito alcuni dei più famosi kids influencer americani e di tutto il mondo.

Le gemelle Clements

Le gemelle Ava Marie e Leah Rose Clements oggi hanno 10 anni e su Instagram hanno già 1,2 milioni di followers. Nate nel 2010 in California, la madre le ha trasformate in piccole dive dall’età di 7 anni.

Coco Pink Princess

Dal Giappone arriva invece la storia di Coco Pink Princess, che a soli 9 anni ha quasi 700 mila follower che la seguono su Instagram. I genitori hanno un negozio vintage nel centro di Tokyo e la piccola si è innamorata della moda già alla tenera età di 2 anni. Oggi Coco posa per le migliori case di moda (e ha dichiarato che la sua preferita è Gucci).

Ryan’s World

Ryan Kaji è un bambino texano di 8 anni che pubblica video su YouTube in cui recensisce giocattoli. Oggi il suo canale “Ryan’s World” vanta quasi 19 milioni di iscritti e alcuni dei suoi video raggiungono gli 800 milioni di visualizzazioni!

Nonostante la giovane età Ryan sa come tenere incollati allo schermo i bambini di tutto il mondo, ed è anche entrato nel Guinness World Records “Kids” come “canale più visto dai millennials”.

Emily Cozmiuc

Emily Cozmiuc è una bambina di 6 anni di origine rumene che vive a Londra con i genitori. Il suo canale YouTube “Emily Tube” conta 9,6 milioni di iscritti. Emily realizza video divertenti in cui gioca con i suoi giocattoli, insegna ai bambini a colorare e a fare shopping. La Disney l’ha scelta per sponsorizzare un viaggio ispirato alle principesse.

Leone “Ferragnez” Lucia

Per quanto riguarda l’Italia, non possiamo non citare Leone Lucia. Il figlio di Fedez e Chiara Ferragni era già famoso ancora prima di venire al mondo: dalle foto della mamma in dolce attesa a quelle del parto, dal primo allattamento al cambio del pannolino fino ai primi mesi di vita, sull’Instagram dei Ferragnez abbondano i post che lo ritraggono. C’è però da sottolineare che piu’ di una volta sia Chiara che Fedez hanno specificato che per le foto che ritraggono il figlio con capi e accessori di abbigliamento non percepiscono assolutamente denaro. Ci sarà comunque da scommettere che anche Leone presto avrà un profilo tutto suo.

La questione della privacy

E per quanto riguarda la privacy? I baby influencer non sono tutelati come i loro coetanei del mondo della del cinema e della TV: spesso la privacy online sui bambini necessita di un avvocato per essere rispettata, anche se in moltissimi casi sono gli stessi influencer a mostrare i propri figli in post sponsorizzati per un target adulto e non per un pubblico giovane, cosa che può comportare dei rischi. 

In America, dove il fenomeno dei kids influencer ha già dimensioni consistenti, si invitano aziende e brand che vogliano ricorrere a questa strategia di marketing ad assicurarsi che siano rispettate alcune normative ad hoc, come il COPPA (Children’s Online Privacy Protection Act).

In linea generale il consiglio è di essere sempre trasparenti sul web: utilizzare opportunamente gli hashtag #adv o #sponsored per indicare un contenuto sponsorizzato o realizzato in partnership con un brand è già uno strumento efficace per tutelare tutti i soggetti coinvolti.

Scritto da Antonino Neri, giornalista free lance e social media manager → Linkedin Account (www.linkedin.com/in/ninoneri)

Il marketing digitale ha assunto oggigiorno dimensioni sempre più importanti. Dall’ottimizzazione per i motori di ricerca – dalla SEO al pay per click – e dall’e mail marketing agli annunci su Facebook, tutto ormai è incentrato sulle campagne digitalizzate.  Ogni imprenditore dovrebbe rendere il marketing digitale parte integrante della propria attività. E’ necessario dunque lasciare un’impronta digitale.

Nell’ottica del digital marketing, cosa sono le keywords?

Le keywords (in italiano parole chiave) sono parole o frasi che le persone digitano nei motori di ricerca, ricevendo come risultato link ai siti internet i cui contenuti presentano le keywords ricercate.

Nonostante negli ultimi anni gli esperti di digital marketing hanno iniziato a credere che l’uso delle parole chiave abbia perso la sua importanza, queste ultime sono invece il fulcro della sponsorizzazione della propria attività.

Quando l’utente x scrive nel motore di ricerca “negozi di abbigliamento a roma centro” sta esprimendo uno specifico desiderio al quale il marketing può dare risposta immediata, nell’auspicio che si traduca in reale acquisto di abbigliamento.

Quindi le keywords rappresentano uno strumento intelligente per creare contenuti intorno a concetti e idee che potrebbero interessare il pubblico di destinazione e potenziali clienti.

Per far apparire un’attività imprenditoriale nella SERP di Google, bisogna utilizzare le parole chiave che i clienti digitano

frequentemente per cercare prodotti o servizi correlati alla nicchia di riferimento verso la quale attirare i clienti.   Ne consegue che la tecnica del Seo Copywriting è davvero fondamentale per il content marketing.

Regole da rispettare quando si crea il contenuto delle parole chiave

Queste ultime sono parte integrante di una strategia di marketing digitale. I marketer devono capire che ci sono regole da seguire per evitare che cia un ban dei contenuti.

La prima regola è, ovviamente, di non abusare delle keywords in quanto gli algoritmi dei motori di ricerca sono intelligenti ed hanno la capacità di rilevare se vi è un abuso. Un decennio fa, ad esempio, gli esperti Seo facevano un uso eccessivo di keywords , ottendendo una penalizzazione nella comparsa dell’articolo nella pagina principale di Google.